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Si apre la stagione venatoria in attesa delle novità sul cinghiale

Il 20 settembre in Umbria l'apertura della stagione venatoria. Caccia al cinghiale dal 1° ottobre, con l'imminente entrata in vigore delle nuove norme

Si apre la stagione venatoria in attesa delle novità sul cinghiale

Dopo la rinuncia alla preapertura, evitando app contatortore e ricorsi al Tar da parte degli ambientalisti, domenica 20 settembre si apre in Umbria la stagione venatoria. La cui chiusura generale è fissata al 31 ottobre (8 novembre per la quaglia, 7 dicembre per la lepre, 31 dicembre per il fagiano maschio, la beccaccia, tordi, colombaccio e acquatici; 30 novembre per il fagiano femmina).

“Importante dare certezze ai cacciatori”

“E’ importante dare certezza ai cacciatori” ha ribadito alla vigilia dell’apertura della stagione venatoria l’assessore regionale alla Caccia, Simona Meloni, a proposito delle scelte fatte nell’elaborazione del Calendario venatorio 2026/27, così da metterlo al riparo dai ricorsi al Tar di animalisti e ambientalisti.

Le date

Nel mese di settembre, la caccia è consentita domenica 20, mercoledì 23, sabato 26, domenica 27, mercoledì 30; per la restante stagione venatoria, la caccia è consentita per tre giorni alla settimana a scelta del cacciatore, fermo restando il silenzio venatorio nei giorni di martedì e venerdì.

Nel periodo compreso tra il 1° ottobre ed il 30 novembre 2026 la caccia d'appostamento alla selvaggina migratoria in tutto il territorio regionale è consentita nelle giornate di lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica; in questo periodo il cacciatore, ferma restando per la caccia vagante la limitazione a tre giornate settimanali a scelta, deve annotare sul tesserino le eventuali 2 ulteriori giornate, barrando solamente la apposita casella corrispondente, indicata dalla dicitura: migratoria gg aggiuntive (ott. - nov.).

Le deroghe

Quanto alle deroghe per le specie, la Regione intende riaprire l’interlocuzione con Ispra per adeguarla alla stagione delle colture che si intendono salvaguardare, difendendole dalle specie nocive, come lo storno e il piccione.

Il cinghiale

Si apre il primo ottobre la caccia al cinghiale, interessata dalla recente modifica, da parte della Giunta regionale, del regolamento n. 34. Modifiche che però, per entrare in vigore, devono essere approvate dal Consiglio regionale.

Proprio la riforma della normativa sul cinghiale ha portato ad una nuova spaccatura tra le associazioni venatorie e all’interno del mondo agricolo. Alcune associazioni, infatti, chiedevano un rinvio della riforma, pur in larga parte condivisa, in regione dei tempi ormai ristretti.

L’obiettivo di questa sperimentazione è aumentare gli abbattimenti dei cinghiali. Per centrare, o comunque avvicinarsi, alla quota dei 32.500 capi indicata dal commissario alla Peste suina africana per l’Umbria. Una quota ambiziosa, anche se più bassa rispetto ai 44mila indicati lo scorso anno.

Ma si vogliono anche limitare i danni alle colture e il rischio di incidenti provocati dagli animali selvatici. I rimborsi, lo scorso anno, sono costati 500mila euro alla Regione Umbria, che ha reintrodotto i rimborsi a seguito della valanga di istanze presentate al giudice di pace da parte di automobilisti che sono stati poi comunque puntualmente risarciti.

Quanto alle modifiche al controllo sanitario sui cinghiali, si attende per i primi giorni della prossima settimana la valutazione delle autorità sanitaria sulla proposta di prevedere il controllo della punta della lingua al diaframma ed anche sullo smaltimento delle pelli.


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