"Da questo momento non sarà più possibile per il gruppo Con Bandecchi per Terni - dichiara il sindaco di Terni- usare il nome Con Bandecchi per Terni date le divergenze su punti fondamentali della politica ternana e perché non fanno più parte della maggioranza. Chiedo quindi per cortesia al capogruppo di cambiare nome di chiamarsi come desiderano ma non usare il mio nome per una politica che non mi appartiene. Ringrazio tutti".
Bandecchi liquida i dissidenti
Telegrafico e chiaro, con queste parole il dominus Stefano Bandecchi liquida i dissidenti di Alternativa Popolare che, lo scorso agosto, avevano dato vita al nuovo gruppo in consiglio “Con Bandecchi per Terni”. I componenti erano: Marina Severoni (capogruppo), Andrea Sterlini (vice capogruppo), Andrea Colasanti e Federica Mengaroni “dare nuovo sprint alla maggioranza”. Era il 21 agosto e Tuttoggi aveva già anticipato che ci sarebbero stati sviluppi nella vicenda e che un malcelato 'ottimismo' e parole di circostanza nascondevano in realtà una situazione di crisi all'interno della maggioranza. La telefonata cordiale col sindaco, le sue parole rassicuranti e i buoni propositi di collaborazioni erano evidentemente un modo per prendere tempo per arrivare all'inevitabile; perché, come noto, il dominus non può essere contraddetto.
“AP non esiste più”, Bandecchi perde 4 consiglieri
Crisi AP
A pesare sulla decisione di Bandecchi nello scrivere la nota potrebbero esseri stati determinanti anche gli ultimi eventi in Commissione e in Consiglio, dove i dissidenti non hanno certo agevolato l’operato dell’esecutivo, ma il malcontento in Alternativa Popolare ha radici molto più profonde, a partire dall'abbandono dell'ex capogruppo Guido Verdecchia che ha dato il via alla 'rivolta' dei dissidenti, dando coraggio anche ad altri appartenenti al gruppo che non hanno mai condiviso i modi da 'dominus' del sindaco. Ne sanno qualcosa gli assessori silurati nel tempo.
Bandecchi, da separato in casa al divorzio
Il passo da separati in casa al divorzio è stato dunque fisiologico e breve e adesso sarà interessante vedere come terrà la maggioranza in Consiglio Comunale, visto che i consiglieri, dopo le esternazioni di Bandecchi, difficilmente continueranno a sostenere le politiche di AP, o meglio di Bandecchi stesso, anche perché, come avevamo già anticipato, dietro i dissidenti potrebbero esserci alcune indicazioni provenienti dall'ex vicesindaco e fedelissimo, Riccardo Corridore, pronto a tornare sulla scena politica di Palazzo Spada e non particolarmente dispiaciuto nel vedere una crisi di governo. Anche il modo scelto da Bandecchi è eloquente, visto l'utilizzo del sito istituzionale del Comune come mezzo per fare ironia confronti dei suoi ex consiglieri: a corredo della nota è stata scelta infatti un titolo e un'immagine ironica “Not in my name”. È noto che lo slogan appartiene a movimenti pacifisti trasversali e internazionali che si oppongono alla guerra e alla violenza in generale e in uso già dal 2003 negli USA contro le politiche aggressive di Bush.