Una notte d'inizio primavera, il buio di una strada provinciale deserta e un impatto che non ha lasciato scampo. A oltre 7 mesi dal drammatico investimento lungo via della Lebbia, a Lisciano Niccone, costato la vita alla 51enne Lucia Lamentini, l'inchiesta sulla scomparsa dell'insegnante e fotografa di Cortona registra un'inattesa svolta giudiziaria.
L'uomo che quella notte viaggiava in auto con lei, rimasto finora l'unico testimone oculare della tragedia, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Perugia con l'accusa di falsa testimonianza.
La versione smentita dai rilievi scientifici
Stando a quanto ricostruito dagli investigatori, le dichiarazioni rese ai carabinieri presenterebbero profonde incongruenze. L'uomo – difeso dall'avvocato Federico D'Ambrosio – aveva raccontato come la donna fosse scesa dalla vettura per fare camminare il cane, sostando vicino alla portiera del guidatore al momento di essere travolta.
Una sequenza che però non trova riscontro nei dati medico-legali stabiliti dall'autopsia del dottor Sergio Scalise Pantuso e nei rilievi effettuati sulla carreggiata. Lucia è stata infatti colpita sul fianco destro dalla parte anteriore sinistra della vettura che l’ha investita: un quadro anatomopatologico che dimostrerebbe come la 51enne non si trovasse a bordo strada, bensì al centro.
Perizia e zone d'ombra sulla notte dell'incidente
Ma i dubbi del Sostituto Procuratore Gemma Miliani non riguardano soltanto la posizione del corpo al momento dell'impatto. Gli inquirenti contestano all'indagato di aver taciuto dettagli decisivi sulle fasi antecedenti la sosta lungo la provinciale, sull'eventuale consumo di alcolici nell'ultimo locale visitato e sui veri motivi che avevano spinto i due a fermarsi in quel tratto isolato e non illuminato.
Per cristallizzare gli elementi di prova, il Gip Valeria Casciello ha disposto un'analisi dinamica d'incidente probatorio affidata all'ingegner Andrea Adriani, mirata a stabilire con esattezza le traiettorie e i posizionamenti dei veicoli e della pedone.
Sul fronte della guida, resta confermata la posizione dell'automobilista 38enne di Umbertide, indagato per omicidio stradale in quanto viaggiava a circa 81 km/h – superando il limite di 70 – con un tasso alcolemico leggermente superiore alle soglie consentite. I familiari della vittima, assistiti dall'avvocato Maria Teresa Meterangelo del Foro di Arezzo, attendono ora gli esiti della perizia per fare piena luce su una notte segnata da troppi interrogativi.