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Blitz carabinieri in un autolavaggio, scoperto caporalato e gravi violazioni ambientali

Succede a Gualdo Tadino, denunciato imprenditore extracomunitario. Maxi sanzioni e attività sospesa

Blitz carabinieri in un autolavaggio, scoperto caporalato e gravi violazioni ambientali

Operazione congiunta dei militari dell’Arma a Gualdo Tadino, dove i carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Perugia e del Nucleo Forestale locale, affiancati da un interprete, hanno passato al setaccio un autolavaggio gestito da un imprenditore extracomunitario.

All’interno della struttura, dove lavoravano due dipendenti, i militari hanno riscontrato condizioni di lavoro estreme e gravi rischi per l'incolumità. I lavoratori erano sottoposti a turni massacranti con retribuzioni palesemente difformi dai contratti collettivi di categoria e nettamente inferiori rispetto a quanto dovuto. Il quadro emerso ha permesso di contestare il reato di sfruttamento del lavoro (caporalato).

Oltre a ciò sono emerse anche pesanti irregolarità sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, legati sia all'inidoneità strutturale dei locali che alla totale assenza della documentazione obbligatoria: mancanti la formazione sulla sicurezza per il personale, la redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e la nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP).

Infine erano presenti pure infrazioni di natura ambientale. I forestali hanno infatti accertato la presenza di un deposito incontrollato di rifiuti direttamente nelle aree operative, creato nell'esercizio dell'attività in palese violazione del Testo Unico Ambientale.

Il blitz si è concluso con la sospensione immediata dell'attività imprenditoriale e il sequestro preventivo dei locali per evitare la reiterazione dei reati. A carico del titolare sono state staccate ammende per circa 23.000 euro e sanzioni amministrative per 5.500 euro, oltre alla contestuale prescrizione per il ripristino delle adeguate condizioni di sicurezza. L'imprenditore è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Perugia.