Dopo trent’anni dalla sua costituzione, la Commissione Pari Opportunità del Comune di Gubbio apre ufficialmente alle "quote azzurre". Il Consiglio ha approvato a larga maggioranza l'Ordine del Giorno presentato dal consigliere Luigi Girlanda (Rinascimento Eugubino - Per Noi Moderati), che prevede la modifica del regolamento per rimuovere la clausola di esclusione basata sul sesso, in vigore dal 1996.
La votazione e lo scontro in aula
Il provvedimento è passato con i 16 voti della maggioranza e di una parte dell'opposizione (tra cui i consiglieri Diego Guerrini e Rocco Girlanda), superando l'esito già positivo registrato in Prima Commissione Consiliare (6 favorevoli e 2 contrari). Compattata sul "no" l'ala sinistra del Consiglio (i consiglieri Leonardo Nafissi, Jacopo Cicci, Federica Cicci ed Erika Fiorucci). Il clima incandescente ha spinto il presidente dell'assemblea Mattia Martinelli, a richiamare più volte all'ordine l'aula e ad allontanare la consigliera Simona Minelli, dichiaratasi apertamente contraria all'ingresso degli uomini nell'organismo.
Girlanda, “Spazio alla ragionevolezza, no a posizioni ideologiche e settarie”
Per il promotore Luigi Girlanda si tratta di “un atto di ragionevolezza istituzionale per eliminare una discriminazione al contrario. Nel 2026 non è più accettabile che un organismo pubblico precluda la partecipazione a una persona esclusivamente per il sesso. Non è possibile dire per principio "non vogliamo gli uomini", altrimenti di quali pari opportunità parliamo?”.
Le parole della Commissione “Le discriminazioni le subiscono le donne”
Di parere opposto la Commissione Pari Opportunità, che già prima del voto in Consiglio aveva espresso netta contrarietà alla delibera, definendola una proposta “calata dall'alto e priva di un preventivo confronto con chi lavora quotidianamente sul territorio”.
In una nota, la Commissione ha rivendicato le origini dell'organismo: “Le discriminazioni di cui si parla le subiscono le donne, e gli uomini sono quelli che le mettono in atto, non viceversa. Negli anni '90 vi fu una totale assenza di adesioni maschili, a conferma del fatto che la spinta su questi temi è sempre stata sostenuta dalle donne”.
Ora che la modifica regolamentare è diventata esecutiva, la palla passa alla prova dei fatti: si attende infatti di capire se all'apertura del regolamento seguiranno reali richieste di adesione da parte di uomini o se la decisione rimarrà un banco di prova unicamente politico.