“Scherza coi fanti, ma lascia stare i Santi”: forse niente meglio di questo vecchio adagio popolare, può essere utile per sintetizzare l’infuocata polemica scoppiata nel fine settimana a causa di un cartellone pubblicitario esposto ‘in bella mostra’ - si fa per dire – nella centralissima piazza del Grano, meglio conosciuta dai folignati come ‘piazza dell’Erba’.
Nell’immagine grafica appare l’icona di San Feliciano, nientepopodimeno che Santo Patrono della Città di Foligno, nell’atto di inforcare una forchettata di spaghetti mentre nell’altra mano poggiata su un tavolo da bar tiene ben stretto un bicchierone di cocktail: a completare il quadretto compare in bella vista anche un portatovaglioli da bancone con la scritta ‘Aperitivo Santo’.
Un’immagine ben lontana dalla classica iconografia ecclesiastica, dove l’austera statua argentea del Padre della Patria prende in qualche modo vita ‘grazie’ - per così dire – all’intelligenza artificiale, assumendo le sembianze di un avventore da taverna, con lo sguardo ammiccante verso il piatto di spaghettoni fumanti come nella celebre immagine di Alberto Sordi alias ‘Un americano a Roma’ del “macarone tu m’hai provocato e io me te magno”!
Al netto di giudizi personali, ideologici e religiosi una trovata a dir poco di fuori luogo.
Strumentalizzare a fini pubblicitari e per tornaconto di bottega la figura più iconica di Foligno, ha fatto alzare un polverone con commenti e critiche assolutamente trasversali.
Ad accendere le polveri, lo stesso Monsignor Cristiano Anonietti Parroco della Parrocchia Cattedrale San Feliciano, che in post su Facebook dove pubblica le foto del cartellone commenta: “San Feliciano per noi è devozione, è fede, è tradizione, è attaccamento alla nostre radici e alla nostra storia, è identità, è profondo rispetto”.
E sull’opportunità si può discutere, sulla mancanza di rispetto c’è poco di dire.
La polemica è servita, e sui social locali si scatenano gli immancabili botta e risposta.
Dopo poche ore arriva anche la rimozione del poster, essendo tra l’altro affissa ai cancelli della Biblioteca Comunale e dell’Archivio di Stato e quindi risultando palesemente come affissione abusiva.
La polemica prosegue comunque, sino all’intervento dei titolari dell’enoteca che sempre tramite social rispondo al post del Parroco scrivendo: “non c’era alcuna volontà di offendere la figura del Santo né la sensibilità dei credenti. Accogliamo quindi la critica della Diocesi, pur non condividendone l’interpretazione” e sostenendo che “a volte un sorriso può essere un modo per sentirsi più vicini alle proprie tradizioni, non per sminuirle”.
Ma tornano in mente le contestazioni di qualche anno fa, esattamente nel 2004 al Palio della Quintana realizzato dall’artista americano Jeffrey Isaac, che raffigurò San Feliciano nudo, lancia in resta, in sella a un cavallo bianco: opera che poi venne fatta ritirare dall’Ente Giostra per non urtare la sensibilità di tanti folignati, a prescindere da questioni religiose.
Secondo la saggezza popolare bisogna mantenere il rispetto e non toccare ciò che è sacro, ma soprattutto quello che è profondamente legato alla sensibilità altrui: è questione di buon gusto ma soprattutto di buonsenso.