Si attendono precise indicazioni, entro un termine massimo di due mesi, dagli esami autoptici, tossicologici e istologici, eseguiti sul corpo del neonato morto nella Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale di Perugia dove era stato trasferito dall’ospedale di Foligno a seguito dell’insorgenza di complicazioni cliniche subito dopo il parto.
Sono 22 le persone nel registro degli indagati
Sabato il medico legale Donatella Fedeli ha eseguito l’autopsia, come disposto dalla Procura di Perugia, che intende accertare se ci siano stati responsabilità da parte delle 22 persone - tra ginecologi, pediatri, neonatologi, 8 ostetriche e 2 infermiere - iscritte nel registro degli indagati, attualmente per l’ipotesi di concorso in omicidio colposo e responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario.
La consulenza della Procura ha esaminato la documentazione sanitaria acquisita dagli acquirenti, relativa al ricovero a Foligno e successivo trattamento a Perugia. Il tutto per stabilire se, sulla base delle complicazioni insorte dopo il parto, sia stato fatto di tutto e in modo tempestivo per salvare la vita al piccolo, seguendo i protocolli previsti per simili emergenze.
L’emorragia alla testa e la ventosa ostetrica
Seconda quanto sinora emerso - ma si attende la relazione peritale richiesta dalla Procura - la morte del neonato sarebbe stata determinata da una emorragia alla testa.
Gli accertamenti, nello specifico, hanno riguardato la ventosa ostetrica che sarebbe stata utilizzata durante il parto. Per capire la necessità di questa manovra, il corretto funzionamento e utilizzo della ventosa e se sia attribuibile ad essa l’emorragia risultata fatale.
Asl2 e Ospedale di Perugia: massima collaborazione con la Procura
Le Direzioni della Usl Umbria 2 e dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, in una nota congiunta, hanno comunicato che sono rimaste “sin dalle prime fasi in costante contatto, hanno attivato tutte le procedure previste di segnalazione, verifica e valutazione interna dell’evento, finalizzate alla puntuale ricostruzione del percorso assistenziale”.
E che si sta assicurando “la massima, totale collaborazione alla Procura della Repubblica” per l’indagine in corso.
La presidente della Regione Umbria, insieme alla Direzione regionale Salute e Welfare e alle Direzioni dell’Usl Umbria 2 e dell’Ospedale di Perugia, ha espresso “profonda vicinanza e commossa partecipazione al dolore dei genitori e della famiglia”.