Mentre nelle antiche biografie francescane si racconta più volte di come il poverello di Assisi si sia recato a Roma, dal «Signor Papa», per avere l’approvazione del suo movimento minoritico, nel 2026 il Papa arriva alla Porziuncola, da san Francesco. Leone XIV è il ventesimo papa pellegrino ad Assisi, dove era già arrivato lo scorso novembre per l’assemblea Cei: nel corso dei secoli la città è stata una delle mete più significative del pellegrinaggio dei pontefici, attratti dalle figure di san Francesco e santa Chiara e dal messaggio di pace e dialogo. Basti ricordare le dodici visite di Giovanni Paolo II e le sei in otto anni di Papa Francesco.
L’occasione stavolta è quella dell’ottavo centenario del Transito (cioè del “passaggio”) di Francesco da questo mondo al Padre, che coincide con l’incontro di 2.500 giovani europei venuti a Santa Maria degli Angeli per l’evento “Go! Franciscan Youth Meeting”. La presenza di così tanti giovani riporta alla memoria il famoso incontro dei giovani frati arrivati nella piana di Assisi per un capitolo, chiamato poi "capitolo delle stuoie", che vide più di cinquemila partecipanti.
Papa Leone – dal grande sagrato della Basilica di Santa Maria degli Angeli – non soltanto ha incontrato le migliaia di giovani venuti per il “GO!! Franciscan Youth Meeting”, rispondendo ad alcune loro domande e rivolgendo loro alcune parole, ma celebrerà la Santa Messa di fronte alla piccola chiesa della Porziuncola. Si tratta di qualcosa di straordinario: infatti, non si hanno notizie di una celebrazione eucaristica presieduta da un Romano Pontefice negli ultimi secoli nella Basilica della Porziuncola.
Il Papa - dopo aver sorvolato in elicottero la zona intorno alle 8,30 - è stato accolto, sul sagrato della Basilica, dal Ministro Provinciale dei Frati Minori dell’Umbria e Sardegna, fr. Marco Vianelli, che gli ha rivolto un saluto. Al termine della visita riceverà un dono da parte di tutta la fraternità francescana: una riproduzione fedele, in stucco, di un affresco che si trova nella Chiesa di Sant’Agostino dell’Antico Ospedale, situata tra Santa Maria degli Angeli e Assisi. L’opera riprodotta, risalente ai primi del Seicento, rappresenta san Francesco e sant’Agostino con altri santi.
La Chiesa di Sant’Agostino, secondo la tradizione, è strettamente legata al passaggio di san Francesco dopo la sua conversione, quando lì trovò uno spazio privilegiato per esercitare la misericordia verso gli emarginati; fondata dai Crociferi, passò poi, dall’inizio del Cinquecento, agli Agostiniani di Perugia. Proprio in virtù di questo intreccio tra spiritualità francescana e agostiniana, il dono a Leone XIV, primo Pontefice proveniente dall’Ordine agostiniano, assume un valore simbolico particolare, quasi a suggellare un dialogo che l’immagine custodisce da oltre quattro secoli.
In questi giorni i giovani hanno partecipato ai nove workshop ospitati nei luoghi simbolo di Assisi e Santa Maria degli Angeli. Il percorso ha offerto strumenti per leggere la realtà alla luce del carisma francescano.
Tra gli appuntamenti, Franco Nembrini ha guidato una riflessione sul Cantico delle Creature, mostrando come la bellezza sia ancora oggi una via privilegiata per incontrare Dio. Il laboratorio "Francesco e la casa comune" ha proposto un cammino di conversione ecologica e relazionale ispirato al Cantico e alla Laudato si'. A Santa Maria degli Angeli, il percorso su identità, vocazione e missione ha invitato i giovani a interrogarsi sul proprio posto nel mondo, ricordando, con fra Francesco Piloni, OFM, che “Dio non chiama persone capaci, ma persone disponibili”.
Spazio anche ai temi dell'economia, della pace, dell'arte, del teatro e della comunicazione. Don Sergio Massironi ha invitato a costruire fraternità partendo dalle periferie, mentre Alessandro Sortino ha riflettuto sul rapporto tra verità e informazione nell'epoca degli algoritmi. La giornata si è conclusa nella piazza della Porziuncola con musica, festa e la premiazione del concorso internazionale FraGOspel, vinto dal gruppo Diorama.
[Ha collaborato Agnese Paparelli]