Tutti assolti nel processo d’appello e Casa Ancarano non sarà demolita. E’ la sentenza emessa ieri dalla Corte d’appello di Perugia sull’annosa vicenda della struttura polivalente che la Pro loco della frazione di Norcia stava realizzando dopo il terremoto del 2016 grazie a numerose donazioni private, ribaltando quella di primo grado del tribunale di Spoleto. Per l’ex sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, è un’altra vittoria giudiziaria dopo anni di processi, e non l’unica: sempre ieri in appello è stata confermata l’assoluzione anche per il Centro Boeri.
Casa Ancarano, il sequestro e i motivi dell’inchiesta
La vicenda relativa a Casa Ancarano era iniziata a gennaio 2018, quando la Procura della Repubblica di Spoleto aveva indagato l’allora sindaco Nicola Alemanno, il presidente della Pro loco di Ancarano Venanzo Santucci e il direttore dei lavori Riccardo Tacconi, ponendo sotto sequestro il cantiere della struttura polivalente che era stata ribattezzata Casa Ancarano. Un edificio che aveva l’obiettivo di fungere da centro aggregativo in una piccola comunità completamente distrutta dal terremoto, con funzioni anche di ricovero della popolazione in caso di successive calamità naturali.
Ma l’ordinanza firmata dal primo cittadino e valevole come titolo edilizio, che citava la normativa emergenziale post sisma, era stata contestata dagli inquirenti sia per le modalità di realizzazione (in particolare il basamento in cemento che la facevano diventare una struttura permanente e non provvisoria) sia per le finalità effettive dell’opera. Inoltre, la struttura era localizzata in un’area sottoposta a vari vincoli, tra cui quello di essere all’interno del Parco nazionale dei monti Sibillini.

Nonostante a difesa di Casa Ancarano intervenne pure l’allora presidente della Regione Catiuscia Marini, difendendo opera e procedure, il procedimento penale era andato avanti. Fino alla condanna, in primo grado, a 15 mesi, nel 2022 dei tre imputati, per violazioni al testo unico sull’edilizia, con l’ordinanza anche di demolizione del cantiere. La sentenza del Tribunale di Spoleto è stata poi impugnata dai legali difensori di Alemanno, Santucci e Tacconi, vale a dire gli avvocati Massimo Marcucci, Luisa Di Curzio e David Brunelli. Con la difesa che in appello ha visto riconosciute le proprie richieste.
Imputati assolti in appello
Già la procura generale aveva chiesto l’assoluzione per la prescrizione dei reati, con la Corte d’appello che ha quindi ribaltato la sentenza di primo grado ed ha anche dissequestrato Casa Ancarano, che torna dunque a disposizione della comunità locale e che potrà essere completata dopo quasi 9 anni di abbandono.
Pro loco di Ancarano: finisce un incubo
Grande la felicità per la Pro loco di Ancarano: “Dopo 8 lunghissimi anni, è finalmente arrivata la parola fine. La Corte di Appello di Perugia ha pronunciato sentenza definitiva di ASSOLUZIONE per tutti e tre gli imputati e la revoca dell'ordinanza di demolizione per Casa Ancarano. Finisce oggi un incubo che ha coinvolto tutti noi, che ci ha tolto serenità, sonno e tempo. Ma non ci ha mai tolto la dignità, la voglia di verità e soprattutto la voglia di fare.
Grazie, dal profondo del cuore, a tutti coloro che con discrezione, affetto e stima non ci hanno mai abbandonato e che ci hanno sostenuto, incoraggiato e creduto in noi anche quando era più difficile farlo. La vostra vicinanza è stata la nostra forza. Ora si ricomincia. A testa alta”.
Centro Boeri, confermata assoluzione Alemanno
Come detto, sempre ieri la Corte d’appello ha confermato l’assoluzione dell’ex sindaco Nicola Alemanno per la vicenda del centro polivalente progettato dall’architetto Stefano Boeri. In primo grado, nel 2023, l’allora primo cittadino (poi dichiarato decaduto per la legge Severino per un altro processo, quello relativo alla sede della Pro loco di Norcia) era stato assolto dall’accusa di falso, mentre gli altri reati che gli venivano contestati erano stati dichiarati prescritti. La Procura aveva presentato però ricorso in appello. E ieri i giudici penali di secondo grado hanno confermato la sentenza del Tribunale di Spoleto.

A dieci anni dal devastante terremoto del 2016, dunque, i numerosi procedimenti penali a carico dell’allora sindaco, che si trovò a gestire la delicatissima fase dell’emergenza e quella dell’avvio della ricostruzione, si sono tutti chiusi (salvo eventuali ricorsi in Cassazione) a favore di Alemanno.