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Diciannove anni. Un giornale (nuovo). Un movimento.

Il 19 settembre 2007 nasceva questo giornale. Oggi compie diciannove anni e ha una parola nuova nel suo vocabolario: MO TO UM. Lasciate che ve lo racconti.

Diciannove anni. Un giornale (nuovo). Un movimento.

Diciannove anni non sono un anniversario. Sono un numero storto, di quelli che, chissà poi perché, non meritano né la torta né il discorso. Ma io oggi il discorso lo voglio fare lo stesso. Non per mettere in fila i numeri, che in diciannove anni si accumulano e alla fine dicono poco. Per raccontarvi chi siamo diventati, che cosa cambia da oggi e in che cosa crediamo quando ci sediamo a lavorare. 

Nati per necessità

Il 19 settembre 2007 TuttOggi.info nasce a Spoleto. Non da un piano industriale, che di solito si scrive a tavolino e con calma: in quel momento non c'erano né il tavolo né il tempo. Nasce perché una redazione si era ritrovata senza un giornale su cui scrivere, per ragioni che allora non dipendevano da lei. C'erano dei giornalisti, c'era un mestiere, c'era un territorio, c'era (e c'è) la passione e la squadra. Mancava il giornale. Ce lo siamo fatto da soli.

Fu una reazione, sicuramente un’intuizione ma non una visione chiara di quello che sarebbe stato. E siccome oggi firmo, dico anche la mia parte: quando è cominciata, io del giornalismo non sapevo niente, non era il mio sogno di bambina. L'ho incontrato e l'ho imparato strada facendo, che è un buon modo, guidata dai miei compagni di viaggio che ne sanno tuttora più di me e che mi seguono e sostengono in questo viaggio complesso e affascinante.

Diciannove anni dopo, quella reazione è cresciuta. È maturata ed è diventata un movimento. Il nome e la spiegazione arrivano tra poco.

La squadra è ancora qui

Questo è un punto di cui sono orgogliosa. Tenere insieme una redazione per quasi vent'anni, in questo mestiere e in questo secolo, non riesce a molti. Diciamocelo.

Non siamo rimasti gli stessi, per fortuna, sia nel numero che nell'esperienza. Alla "corazzata" che ha fondato questa testata si sono aggiunte firme, alcuni sono cresciuti qui e poi sono andati altrove, portando con loro un pezzo del proprio passaggio da noi. Molti altri sono arrivati e continuano a mettere a servizio il proprio valore: competenze che non avevamo, sguardi diversi sulle stesse notizie, un modo nuovo di raccontare.

Siamo partiti da Spoleto e oggi raccontiamo l'Umbria intera. Per questo la parola Umbria è entrata perfino nell'indirizzo con cui ci trovate in rete, che oggi è news-umbria.tuttoggi.info. Una precisazione, perché non nasca nessun equivoco: il giornale si chiama TuttOggi e continuerà a chiamarsi così. Chi digita tuttoggi.info, come ha sempre fatto, arriva esattamente qui. Quello che è cambiato è la piattaforma tecnologica che regge il giornale, e con essa il nome ha preso a dichiarare per intero il perimetro del nostro lavoro: l'Umbria.

Un confine, sì, ma generoso, perché l'Umbria è piccola sulla carta geografica e vastissima da raccontare nella sua ricchezza. Ci stanno dentro le città d'arte e i borghi di poche anime, i distretti industriali e le vallate agricole, l'università e gli ospedali, i festival che portano qui il mondo e le migliaia di storie che invece non escono mai dal proprio paese. Pensiamo che un giornale locale serva soprattutto a dar voce a questo.

I più attenti tra di voi si saranno già accorti che anche i nomi delle rubriche sono cambiati in una forma più narrativa e che le pagine locali sono aumentate. Le trovate tutte sulla barra in alto della nostra Prima Pagina. E perdonate se a volte cambia ancora qualcosa, siamo e resteremo un cantiere di innovazione sempre in attività.

E poi una cosa che vent'anni fa non serviva dire, e oggi sì, perché la dimensione online si è fatta estremamente più ricca e popolata e a volte genera confusione e fraintendimenti. TuttOggi è un giornale. Una testata registrata, con dei professionisti che firmano e che rispondono di quello che scrivono. Cambiano gli strumenti, non le regole: verificare, sentire l'altra campana, rettificare quando si sbaglia. Su piano nazionale rivesto il ruolo di vice segretario di USPI a sostegno e sviluppo dell’editoria periodica digitale e da lì si vede bene quanto sia divenuto scivoloso il terreno del nostro settore, in questi ultimi anni.

Storie scomode ne abbiamo raccontate: banche, rifiuti, salute pubblica, profili e situazioni che avrebbero preferito non finire sul giornale. Non le elenco nello specifico. Sono tante e ne dimenticherei sicuramente qualcuna che è costata fatica a chi l'ha scritta e che ha contribuito a rendere questo giornale la voce credibile e forte che è da molti anni. Le trovate ancora tutte nei nostri archivi (e nella memoria di Google), pronte ad essere rilette in qualsiasi momento.

Smettere di correre dietro ai comunicati

In questa esperienza ho imparato anche un'altra cosa: riguarda il nostro mestiere e questi tempi velocissimi. Se di un territorio si racconta soltanto quello che non va, alla fine quel territorio finisce per crederci. L'Umbria noi la guardiamo da vicino tutti i giorni. È fatta in larghissima parte di aziende che funzionano, di servizi che reggono, di associazioni che si spendono. Di persone che credono in questa terra e che la costruiscono e la curano giorno dopo giorno.

Da qui il cambiamento, che comincia da noi. In redazione arrivano decine di comunicati al giorno, e sono molto prudente nel conto. Una redazione può decidere di smistarli e sentire di aver accontentato un po' la voce di tutti, senza aggiungere nulla al dibattito. Oppure alzare lo sguardo e andare a cercare la notizia dove ancora non è stata vista. Costa di più. È il motivo per cui vale la pena impegnarsi in questo mestiere.

Significa raccontare anche quello che funziona, anche se fa meno letture. E davanti a un problema aggiungere una domanda: da qualche parte qualcuno l'ha già risolto? Non per dare lezioni a chi amministra, né per vendere ricette facili quanto inutili. Per una ragione più modesta: far vedere che una via d'uscita esiste e che a venti chilometri o a duemila qualcuno l'ha già percorsa. Che oltre alla sacrosanta denuncia, esiste una possibile soluzione.

Le macchine nuove e chi tiene il timone

Tutto questo costa tempo e significa rallentare. Verificare, cercare, leggere uno studio o una sentenza fino in fondo e nelle sue pieghe.

E per questo il giornale oggi gira su un'infrastruttura tecnologica rinnovata, che porta in redazione strumenti di intelligenza artificiale. Mettiamolo in chiaro, perché su questa parola girano molti equivoci e qualche truffa: quegli strumenti non scrivono il giornale. Tolgono di mezzo il lavoro ripetitivo e soprattutto aiutano a cercare: fonti che prima restavano irraggiungibili, dati, studi, precedenti, esperienze di altri territori. Servono ad approfondire, non solo ad andare più svelti o alleggerire il lavoro.

La firma, la verifica e la scelta editoriale restano dove sono sempre state: in mano a giornalisti che vengono da una scuola precisa, dai valori e dalla deontologia, dalle relazioni che sanno coltivare. Una redazione solida con strumenti nuovi non fa meno giornalismo. Ne fa di migliore.

MO TO UM

Ed eccolo il nome a cui accennavamo in apertura: MO TO UM, Movimento TuttOggi Umbria. Letto d'un fiato dice già tutto: motum, movimento. Diciannove anni fa eravamo una reazione. Adesso siamo una direzione.

E questo movimento tiene insieme tre scelte.

  1. La prima riguarda la pubblicità ed è forse quella più apparente. Abbiamo tolto tutto ciò che è invasivo: i banner che coprono il testo, i pop up che si aprono mentre si legge, tutto ciò che trasforma un articolo in una corsa a ostacoli. Restano formati visivi, sobri, locali. Ci costa un mancato guadagno. Paghiamo volentieri, perché un giornale che rende faticosa la lettura sta lavorando contro se stesso. E così possiamo parlare meglio con chi sull'Umbria vuole investire davvero, non con chi compra clic.

  2. La seconda è il racconto del territorio in tutte le sue voci. Non solo la politica, che continueremo a raccontare senza sconti (nel male e nel bene), e la cronaca battente: l'impresa, i servizi, la scuola, la sanità, la viabilità, la digitalizzazione. Sono solo alcuni dei temi su cui riteniamo si debba fare informazione, perché è su quelli che come cittadini prendiamo le nostre decisioni: dove curarci, cosa far studiare ai nostri figli, se aprire un'attività o portarla altrove.

  3. La terza sono gli eventi, perché un territorio ogni tanto ha bisogno di incontrarsi di persona. Quest'anno TEDxSpoleto, organizzato dall'associazione culturale TuttOggi che edita questo giornale, arriva alla sua sesta edizione e alla licenza 100+ con Ingenium. The Human Pace of Change. Per questo il 9 gennaio 2027 si sposta al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti, da pochi mesi Patrimonio Mondiale UNESCO. Ma non basta. Da quest’anno accanto all'evento principale abbiamo aggiunto tre nuove date. Arrivano i TEDxSalon Spoleto per far discutere l'Umbria con e per se stessa.

L'edicola non è più solo il sito

Un'ultima cosa, e riguarda voi che leggete. Le nostre pagine restano l'archivio dove ogni articolo viene pubblicato e conservato. Lì resteranno e continueranno a essere salvate le nostre notizie, perché, come ogni giornale, abbiamo il privilegio e il dovere di contribuire alla memoria storica del territorio.

Ma poi viaggiamo sui canali social, dove ci incontrate già da tempo. È lì che una parte grande di voi ci legge ogni giorno ed è lì che da anni portiamo le notizie appena pubblicate. Quello che cambia adesso è il modo. Accanto agli articoli stanno arrivando formati pensati per essere fruiti diversamente: le immagini, i video, le video-interviste, i racconti brevi da guardare in un minuto. Lo stesso vecchio mestiere con strumenti diversi, per far arrivare l'informazione a più persone e in più modi. Si aggiunge una newsletter settimanale, per chi preferisce ritrovarci una volta a settimana nella propria posta. Un giornale vive dove vivono i suoi lettori e di lettori, ogni mese, ne abbiamo più di un milione.

Quello che non siamo

Chiudo con la stessa franchezza con cui ho aperto. TuttOggi non è una bacheca degli annunci. Lo dico senza acredine e con esito quasi sicuramente impopolare.

La nostra linea editoriale è quella di pubblicare notizie su fatti che riteniamo valga la pena raccontare. Perché qualcosa non va e nessuno lo dice. Perché qualcosa funziona e nessuno se n'è accorto. Perché c'è un tema che riguarda tutti e manca il posto per discuterne. Scegliamo.

Quindi eccolo, l'invito che mi sta più a cuore. Se avete una storia, una difficoltà, qualcosa che vorreste portare all’attenzione della politica e a chi amministra: scriveteci. Raccontatecelo. Quelle storie le portiamo in redazione e lì, insieme, decidiamo se e come raccontarle. Il "se" pesa quanto il "come": è ciò che distingue un giornale da un servizio a chiamata.

Siamo un punto di racconto e raccontiamo il nostro punto. E a chi sull'Umbria vuole investire chiediamo partecipazione e condivisione per contribuire a informare una terra meravigliosa abitata da persone capaci. 

Diciannove anni fa siamo nati per non disperdere una squadra. Oggi, grazie a quella squadra, lavoriamo per portare il nostro contributo alla comunità. Grazie di avermi letto o ascoltato fin qui. Vi aspetto fra le nostre pagine.

Sara Cipriani Direttore Responsabile di TuttOggi.info