Ricerca nel Sito

Truffa bancaria da 90.000 euro, due misure cautelari

La vittima è stata adescata con un sms apparentemente proveniente dalla propria banca per bloccare una presunta operazione sospetta in criptovalute

Truffa bancaria da 90.000 euro, due misure cautelari

Mercoledì 16 settembre i Carabinieri della Compagnia di Todi, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari (con braccialetto elettronico e divieto di comunicazione con l’esterno), emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma nei confronti di due uomini nelle province di Pescara e Torino. Contestualmente, sono stati eseguiti decreti di perquisizione personale, locale e informatica nei confronti dei medesimi indagati.

Adescata con un sms

Tutto è iniziato dalla denuncia presentata da una donna vittima di una complessa truffa, che ha comportato un danno economico complessivo di circa 90.000 euro. Da lì l’attività investigativa. La vittima è stata inizialmente adescata tramite un sms apparentemente proveniente dalla propria banca, in cui veniva invitata a contattare urgentemente un recapito telefonico per bloccare una presunta operazione sospetta in criptovalute. Dopo una prima interlocuzione, la donna è stata ricontattata da un complice che si qualificato come Maresciallo dei Carabinieri di una Stazione della Capitale. Con la falsa promessa di sventare l'incasso abusivo dei propri risparmi, e sotto la minaccia di ipotetiche conseguenze penali in caso di mancata collaborazione, il finto militare ha indotto la vittima a recarsi in banca e a fare due bonifici istantanei su conti correnti intestati agli indagati.

I prelievi

Per impedire alla donna di avvisare i familiari o verificare l'identità dell'interlocutore, i malviventi l'hanno tenuta costantemente al telefono per l'intera durata delle operazioni. I riscontri effettuati dagli investigatori dell'Arma, anche attraverso l'analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza degli sportelli ATM in diverse località (tra Campania e Abruzzo), hanno consentito di identificare i titolari dei conti destinatari delle somme, sorpresi a effettuare i prelievi di contante il giorno stesso del raggiro. 

L'Autorità Giudiziaria ha inoltre disposto il sequestro preventivo dei fondi residui rinvenuti sui conti bancari in uso ai due indagati, successivamente restituiti alla vittima della truffa. Le indagini proseguono per individuare eventuali ulteriori complici facenti parte della rete criminale. 

Le persone, allo stato attuale delle indagini, si presumono innocenti.