Una sala attenta e un confronto diretto con chi la musica la sogna ogni giorno. Alla Sala Truffaut del Giffoni Film Festival 2026, nell’appuntamento powered by Comix con i giurati, il cantautore umbro Niccolò Filippucci ha condiviso metodo, paure e responsabilità del mestiere, riportando al centro un principio semplice e non negoziabile: autenticità. Tra riflessioni sul processo creativo, uso consapevole dei social e il ruolo del palco, l’artista ha offerto ai giovani una mappa di lavoro concreta e sincera.
Un confronto senza filtri a Sala Truffaut
Filippucci, tra i protagonisti dell’edizione 2026 di Giffoni, ha ripercorso il proprio percorso da cantautore e il rapporto con il pubblico. L’incontro ha messo in luce un approccio aperto al dialogo con i giurati, trasformando le domande in un laboratorio condiviso su come far crescere un progetto musicale senza perdere la propria voce.
Scrittura e autenticità
Per l’artista non esiste un’unica via alla canzone, ma un’urgenza costante di verità.
«A volte si parte dalla musica, da una melodia, e si cerca di raccontare una storia. Altre volte, invece, nasce prima l’esigenza di raccontare qualcosa: ci sono idee appuntate sul telefono, frasi scritte nelle note, e da lì si costruisce la melodia».
Affrontare le paure e il giudizio
Filippucci non ha nascosto i timori che accompagnano il lavoro artistico, mettendo in guardia dal rischio di snaturarsi per piacere agli altri.
«Le paure ci sono sempre. Ogni giorno è un’incognita e il nostro lavoro non fa eccezione. Ci sono obiettivi che ci poniamo senza sapere se riusciremo davvero a raggiungerli».
«Bisogna portare sempre avanti i propri ideali, i propri valori e avere il coraggio di raccontare chi si è davvero».
«La paura del giudizio è normalissima, soprattutto quando inizi e le persone ancora non ti conoscono. Il rischio è quello di passare per qualcosa che non sei».
«Il consiglio più grande è essere se stessi. L’identità si costruisce crescendo, ma bisogna sempre cercare di raccontarsi con sincerità».
Impegno costante: lavorare ogni giorno su tecnica e scrittura.
Apprendimento continuo: restare curiosi e aggiornarsi.
Identità: non smarrire valori e visione personale.
Social tra opportunità e responsabilità
L’uso delle piattaforme è centrale per chi inizia, ma richiede consapevolezza e regole chiare.
«Instagram, TikTok e le piattaforme digitali sono un mezzo straordinario per far conoscere la propria musica e raccontarsi. Allo stesso tempo, però, sono un’arma a doppio taglio. Quello che si pubblica resta e credo che servirebbe una vera educazione ai social, anche nelle scuole. Se usati in modo positivo, possono essere uno strumento potentissimo».

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La canzone come spazio personale e civile
Per Filippucci la musica tiene insieme intimità e sguardo sul presente.
«La musica permette di dire quello che vuoi. Tantissimi cantautori italiani hanno dimostrato che può essere utilizzata anche per affrontare temi importanti e raccontare il presente».
Dalla perseveranza al palco
Determinazione e disciplina, maturate anche attraverso lo sport, hanno guidato l’artista nelle fasi più delicate del percorso.
«Mi dicevo: sono così vicino, ma anche così lontano. Sembrava quasi impossibile».
«Ho una testa molto dura. A volte è un pregio, altre un difetto, ma mi ha insegnato a perseverare. Servono dedizione, sacrificio, tanto studio e bisogna continuare sulla propria strada. Se deve arrivare, arriverà».
Il live resta il momento in cui tutto trova equilibrio.
«Vivo di adrenalina. Vengo dallo sport e sul palco provo una scarica incredibile. Vedere le persone cantare con te e condividere quel momento con i musicisti è qualcosa di unico».
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale.