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Da TEDxSpoleto al Mozambico: la missione di Noemi per restituire diritti mestruali a migliaia di donne

Noemi Morucci, in Mozambico grazie al Servizio Civile Universale, aiuta le donne del campo profughi di Maratane ad avere assorbenti riutilizzabili

Da TEDxSpoleto al Mozambico: la missione di Noemi per restituire diritti mestruali a migliaia di donne

Noemi Morucci in Mozambico con il Servizio Civile

Per chi ha conosciuto Noemi Morucci durante le edizioni di TEDxSpoleto, vederla oggi impegnata in Mozambico non sorprende. Per anni ha fatto parte del gruppo dei volontari dell'evento, diventando un punto di riferimento per i più giovani e un supporto concreto per l'organizzazione. Oggi quella stessa capacità di mettersi al servizio degli altri l'ha portata a migliaia di chilometri da casa.

Ha 25 anni e a settembre ne compirà 26. Dopo la laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università di Perugia e la magistrale in Relazioni Internazionali, con indirizzo in Studi Europei, all'Università di Firenze, ha svolto uno stage nel settore del giornalismo a Bruxelles. Poi la scelta di partire per il Mozambico grazie al programma di Servizio Civile Universale promosso dal Ministero degli Affari Esteri, dedicato ai giovani tra i 18 e i 30 anni.

Da circa dieci mesi Noemi vive a Maputo, la capitale del Paese, dove lavora all'interno di un progetto dedicato ai diritti delle donne e all'empowerment femminile. Un'esperienza che le ha aperto nuove prospettive e che l'ha coinvolta anche in un secondo progetto dedicato al diritto alla città e alla sicurezza urbana delle donne.

“Lavoriamo attraverso iniziative molto diverse tra loro – racconta – dagli eventi culturali ai dibattiti pubblici, fino alle camminate esplorative nei quartieri e alle attività di mappatura della città per capire quali fattori generino insicurezza. È un’eredità che lasceremo ai prossimi volontari, così da dare continuità a un percorso che potrà fornire dati e strumenti importanti”.

Ma è durante un viaggio attraverso il Mozambico, in un periodo di ferie, che Noemi vive l'esperienza destinata a cambiarla più profondamente. La visita al campo profughi di Maratane, dove vivono oltre 7.000 persone, tra cui più di 4.500 donne e bambine, lascia un segno indelebile.

“Gli aiuti umanitari non arrivano più e molte persone vivono da anni in una sorta di limbo, senza sapere quando potranno ricostruire la propria vita. Tra le tante difficoltà che ci hanno raccontato ce n'è una che ci ha colpito in modo particolare: la totale mancanza di assorbenti igenici”.

Una necessità che, agli occhi di chi vive in Europa, può sembrare scontata ma che, in quelle condizioni, diventa una questione di salute, libertà e dignità. Oggi molte donne utilizzano semplici pezzi di tessuto, con evidenti problemi igienici e limitazioni nella vita quotidiana.

Da quell'incontro nasce un'idea concreta. Insieme alle colleghe Rita Gaia Barbieri e Viola Bianchi Michiel, Noemi decide di collaborare con Abegreen Mz, azienda mozambicana che produce assorbenti lavabili e riutilizzabili, una soluzione sostenibile anche dal punto di vista ambientale, considerando le enormi difficoltà nella gestione dei rifiuti.

L'obiettivo è raccogliere, entro il 13 agosto, soldi sufficienti per distribuire kit mestruali a tutte le donne . Ogni kit comprende due assorbenti riutilizzabili, con una durata di circa due anni, accompagnati da incontri di formazione per affrontare anche il tabù del ciclo mestruale e promuovere una maggiore consapevolezza.

L'esperienza africana ha cambiato profondamente in Noemi anche il modo di guardare la realtà. “Sto vivendo in un Paese poverissimo, ma io resto una persona privilegiata. Se mi si rompe qualcosa, o me la rubano, posso ricomprarla. Dopo quello che ho visto sento il bisogno di fare qualcosa. Non penso di poter cambiare il mondo, ma non voglio essere indifferente”.

Un messaggio rivolto soprattutto ai più giovani. “Non aspettiamo che siano sempre gli altri a fare qualcosa. Magari non riusciremo a cambiare il mondo, ma possiamo cambiare la nostra piccola realtà. E questo, a volte, è già un enorme passo avanti”.

Tra i ricordi che porterà con sé ci sono anche gli aspetti più quotidiani della vita mozambicana: il traffico caotico di Maputo, gli spostamenti sui piccoli pulmini affollati con la musica ad alto volume, la complessa gestione dei rifiuti. Ma soprattutto il forte senso di comunità.

“Vedere i bambini giocare insieme per strada mi ha colpito tantissimo. Pur venendo da una famiglia numerosa, sono rimasta sorpresa dalla forza dei legami che si respirano qui.

Il futuro? Tornare in Italia, mettere a frutto gli studi e, magari, ripartire ancora, con Bruxelles nel mirino. Intanto, però, c'è una sfida molto concreta da vincere: quella della raccolta fondi. Con 12 euro è possibile garantire il kit a tre donne. L'obiettivo iniziale dei 4.000 euro per aiutare 1.000 donne del campo di Maratane è stato raggiunto, ma ogni ulteriore traguardo permetterà di ampliare il numero delle beneficiarie.

Per sostenere il progetto è possibile donare attraverso la campagna GoFundMe: https://gofund.me/3ffa04c13

Per Noemi non è soltanto una raccolta fondi. È il tentativo di trasformare l'incontro con quelle donne in un gesto concreto, perché anche un diritto apparentemente semplice come quello all'igiene mestruale possa diventare una possibilità reale.