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Alimentazione, micro-sonni ipnotici e "cuore": i segreti del nuovo record di Marco Fratini

Il medico-nuotatore è rimasto per quasi 72 ore nelle acque del Lago di Bracciano percorrendo 170 km: è il record del mondo di nuoto in acque libere

Alimentazione, micro-sonni ipnotici e "cuore": i segreti del nuovo record di Marco Fratini

Quasi 72 ore a nuotare nelle acque del Lago di Bracciano. Il medico e nuotatore perugino Marco Fratini è restato in acqua esattamente 71 ore, 5 minuti e 40 secondi, nuotando per 170 km senza mai toccare terra o appoggiarsi alle barche di supporto.

L’impresa ai limiti del possibile vale il record del mondo di nuoto in acque libere.

Record su record

Marco Fratini era stato già protagonista di grandiose imprese in acqua, tra cui il periplo del Lago di Garda di 147 km in 63 ore.

In precedenza, nel 2020 aveva sostenuto la 100 km no-stop in vasca corta. Ha partecipato a eventi di solidarietà in cui ha nuotato 40 ore di fila.

Il triangolo nel Lago di Bracciano

Questa volta il medico-nuotatore perugino si è tuffato nelle acque del Lago di Bracciano dal molo di Trevignano Romano, raggiungendo poi i moli di Bracciano e Anguillara. Un percorso a triangolo lungo appunto 170 km.

VIDEO

Alimentazione e micro-sonni ipnotici

Si è fermato solo per piccole pause tecniche per alimentarsi e compiere micro-sonni indotti con l'ipnosi. Per tutto il tempo in cui è rimasto in acqua è stato monitorato da coloro che lo hanno affiancato in questa ennesima impresa e da un team di scienziati e ricercatori dell'Università degli Studi di Roma che hanno monitorando i suoi parametri fisiologici.

L’impresa di Fratini, medico gastroenterologo e ultraswimmer è servita anche per raccogliere fondi a favore di AISM (Associazione italiana sclerosi multipla) e Associazione 6 Luglio, che sostiene i bambini malati.

Il messaggio dell’assessore Vossi

A salutare la nuotata da record di Fratini anche l’assessore allo Sport del Comune di Perugia, Pierluigi Vossi, che aveva presentato l’iniziativa a Palazzo dei Priori e sui social ha commentato: "Dietro c'erano preparazione, programmazione, strategia, cura del corpo e della mente. E soprattutto la capacità di conoscere i propri limiti e provare, con intelligenza, a spostarli. 170 chilometri in acqua, in 72 ore, senza mai fermarsi, facendo micro sonni periodici, non si affrontano soltanto con le braccia. Si affrontano con la testa e con il cuore".