Quella di oggi (15 ottobre) sarà una giornata importante per quanto riguarda le dinamiche del microclima domestico: in gran parte d’Italia si potranno infatti tenere accesi i riscaldamenti all’interno delle proprie abitazioni per un massimo di 14 ore giornaliere.
La divisione in fasce
Seguendo il decreto emanato nel 1993, e mai modificato nonostante la situazione climatica cambi a velocità vertiginose, il territorio nazionale è stato diviso in più “zone climatiche” dalla F alla A e da oggi quelli inseriti in zona E - la maggioranza -, avranno questa possibilità. Sarà poi il turno della zona D dal 1 novembre, della C dal 15 novembre e della B dal 1 dicembre. Tutto ciò dipende anche dalla discrezione delle amministrazioni comunali, che possono cambiare la situazione in caso si verificassero casi eccezionali di caldo o freddo.
La situazione in Umbria
Per quanto riguarda la suddivisione del territorio in “zone” climatiche, l’Umbria rientra proprio tra la zona E e la F. Nella prima rientra gran parte della regione: oltre a Perugia appartengono infatti a questa fascia molte tra le principali città (Spoleto, Assisi, Gubbio, Foligno e Città di Castello), mentre la seconda racchiude Terni, Narni, Orvieto e le zone circostanti, oltre a Bastia Umbra e Marsciano.
La crisi in Italia e la preoccupazione dei cittadini
A livello nazionale il tema del consumo energetico e del riscaldamento è sempre stato oggetto di grandi dibattiti: negli ultimi anni la situazione è peggiorata anche dal punto di vista economico, a causa del movimentato contesto politico internazionale che ha portato a forti rincari sulle bollette. Ad incidere molto è la situazione in Iran, da cui derivano le incertezze nei mercati, con danni alle infrastrutture energetiche e blocchi navali.
A subire le conseguenze di tutto ciò ovviamente sono i cittadini, sempre più inermi di fronte all’aumento delle spese che non sembra avere mai fine: come emerge da un sondaggio di Ipsos Doxa per Ariston, infatti, il 95% degli italiani si è detto preoccupato per l’aumento dei costi energetici.
Una possibile soluzione
Uno dei modi per migliorare la situazione potrebbe essere l’elettrificazione dei consumi domestici, che porterebbe ad un risparmio notevole in bolletta con la riduzione delle emissioni e quindi dei consumi stessi. Dal canto suo, il popolo italiano accoglierebbe favorevolmente questo cambio: sempre dal sondaggio condotto da Doxa emerge infatti che il 72% della popolazione sarebbe disposto a sostituire la propria caldaia con un sistema ibrido o a vapore se questo contribuisse a ridurre le spese.
Per l’86% degli intervistati gli incentivi da parte dello Stato potrebbero aiutare a portare termine queste modifiche, anche se non tutti sono a conoscenza dei contributi pubblici: il 55% ha infatti ammesso di non conoscere aiuti come il Conto Termico 3.0.
Anche in Umbria è alquanto diffusa la povertà energetica. Secondo i dati elaborati dall’OIPE (Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica) su base ISTAT, la percentuale di famiglie che ne soffrono è del 6,5%-7,5%, in linea con il Centro Italia.