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Produttività, l'Umbria recupera sul 2019 ma resta gap nazionale | Perugia corre, Terni arretra

L'analisi della Camera di Commercio sui bilanci: bene la manifattura e la provincia di Perugia, ma pesano i ritardi dei servizi e lo stacco del territorio ternano

Produttività, l'Umbria recupera sul 2019 ma resta gap nazionale | Perugia corre, Terni arretra

L’Umbria economica recupera il terreno perso durante la pandemia, ma il divario con il resto d'Italia resta marcato. Secondo l’analisi della Camera di Commercio dell’Umbria sui bilanci societari del 2024, ogni addetto delle imprese regionali ha generato 58.677 euro di valore aggiunto, contro una media nazionale di 70.052 euro, un divario del -16,2% (rispetto al -18,3% del 2019). Di pari passo viaggia il costo del lavoro, inferiore del 12,7% rispetto alla media italiana (35.151 euro contro 40.280).

Guardando al Centro Italia la Toscana registra 67.621 euro di valore aggiunto per addetto, -3,5% rispetto alla media nazionale, mentre le Marche si fermano a 56.346 euro (-19,6%).

Divario provinciale e settoriale

All'interno dei confini regionali emerge una spaccatura netta:

  • Perugia raggiunge 60.473 euro di valore generato per addetto (-13,7% sul dato nazionale).

  • Terni si ferma a 52.166 euro, accusando un ritardo del 25,5%.

I settori mostrano andamenti opposti. La manifattura fa da traino con 80.717 euro per addetto (-7,7% dall'Italia, superando nettamente le Marche ferme a 64.541), affiancata dalla tenuta del commercio (-12,9%). In agricoltura lo scarto è di appena il 6,8%. Il ritardo accumulato si concentra invece nei servizi (-28,3% rispetto alla media nazionale) e nell'ospitalità (alloggio e ristorazione a -27,3%).

La posizione della Camera di Commercio

"La competitività non si costruisce riducendo il costo del lavoro, ma mettendo le imprese nelle condizioni di creare più valore", evidenzia il presidente della Camera di Commercio, Giorgio Mencaroni. La rotta tracciata punta su digitalizzazione e transizione ecologica per spingere l'innovazione anche nelle piccole e medie imprese.

I primi dati parziali relativi al 2025 mostrano un potenziale e ulteriore avvicinamento alla media nazionale (valore aggiunto a 59.518 euro per addetto), con il divario nazionale che scenderebbe all’8,6%, in attesa del completamento del quadro dei depositi di bilancio.