Polemiche sui social, una petizione e perfino l’idea di un appello direttamente a Papa Leone XIV per scongiurare il trasferimento dei sacerdoti che finora hanno guidato la Pievania di Norcia. Con don Marco Rufini che ha gestito la delicata fase del terremoto, a cui si è aggiunto, in questi difficili anni di ricostruzione e ripartenza, don Davide Tononi. Due preti - e in particolare quest’ultimo - a cui la comunità nursina non vuole rinunciare dopo che il giorno dell’Assunta l’arcivescovo Renato Boccardo ha annunciato - come è abitudine ormai da anni - le nomine e gli avvicendamenti in programma nelle prossime settimane.
A Norcia arriveranno padre Maurizio Erasmi (frate minore conventuale, finora a Spoleto in supporto della Pievania di San Ponziano e che sarà il nuovo Pievano) e don Melchior Erram Josephraj (della Congregazione dei missionari del preziosissimo sangue, 46 anni, finora a Bevagna).
Ad innescare i malumori dei nursini è stato forse un post polemico sui social, qualche giorno prima dell’annuncio da parte dell’arcivescovo di Spoleto - Norcia, di don Davide, rimosso nel giro di pochissimo. Nella città di San Benedetto, dunque, i toni si sono alzati contro la scelta di monsignor Boccardo, tanto che c’è anche chi in questi giorni chiede di revocare la cittadinanza onoraria che gli è stata data di recente. Polemiche che in realtà spesso si ripropongono quando sacerdoti molto amati dalla comunità locale vengono spostati in un’altra sede.
La petizione per far rimanere don Davide a Norcia
Sulla piattaforma Change.org è stata promossa una petizione che ha raccolto al momento oltre 270 firme, indirizzata all’arcivescovo. “Eccellenza Reverendissima, con la presente lettera, i sottoscritti cittadini e fedeli della comunità di Norcia intendono rivolgersi a Lei con rispetto, ma con profonda preoccupazione e sentimento di apprensione, in merito alla notizia del possibile trasferimento di Don Davide. Don Davide è stato per tutti noi molto più di un parroco: è stato un punto di riferimento spirituale e umano insostituibile. Negli anni più bui e dolorosi del terremoto, quando le nostre case e le nostre certezze crollavano, Don Davide è rimasto al nostro fianco senza mai esitare. Ha condiviso ogni nostra sofferenza, si è adeguato a vivere nei container con umiltà e ha celebrato l'Eucaristia in strutture di fortuna, rendendo viva una chiesa che materialmente non c'era più, ma che viveva nei nostri cuori grazie a lui. Ha aiutato tutti, indistintamente, offrendo ascolto, conforto e sostegno materiale nei momenti di maggiore sconforto. Si è fatto carico del peso di una comunità ferita, camminando con noi lungo la difficile strada della ricostruzione.
Oggi che le cose stanno finalmente migliorando e la nostra comunità intravede una rinascita, riteniamo ingiusto e doloroso veder andare via la persona che ha piantato con noi i semi di questa speranza. Proprio ora che c'è bisogno di continuità e di consolidare i legami rinati, privare Norcia di Don Davide significa riaprire una ferita in una comunità che ha già sofferto tanto. Per queste ragioni, chiediamo con il cuore in mano di riconsiderare questa decisione e di permettere a Don Davide di rimanere tra la sua gente, per continuare insieme il cammino iniziato nelle difficoltà”.
La Curia: normale avvicendamento
I toni aspri, sfociati anche in alcuni casi in insulti, contro l’arcivescovo hanno portato nelle ultime ore la Curia arcivescovile a diramare una nota.
“Nell’ambito di un normale e periodico avvicendamento dei sacerdoti in servizio alle comunità e considerando la situazione generale della diocesi, - viene spiegato - anche a Norcia è stato previsto un cambiamento.
Don Marco Rufini, dopo un tempo di recupero psico-fisico, svolgerà il ministero pastorale sul territorio di Cerreto di Spoleto, nella Pievania del Beato Giolo. A don Davide Tononi l’Arcivescovo ha proposto un ministero in un’altra zona della diocesi. Egli ha ritenuto di non accettare ed ha liberamente chiesto di poter dedicare un anno all’accoglienza pastorale dei pellegrini italiani sul Camino de Santiago. Ottenuto il consenso del Vescovo di Lugo (Spagna), l’Arcivescovo ha accolto la richiesta.
Quest’ultima comunicazione ha dato origine a molteplici commenti, specialmente sui social. Se è legittimo esprimere il proprio dispiacere o anche disaccordo per un provvedimento, non è legittimo farlo – anziché con toni di urbanità e rispetto – con insulti, accuse e calunnie. Un autentico spirito di appartenenza ecclesiale e di amore alla Chiesa e ai preti richiederebbero ben altre modalità di comunicazione. Mentre lamenta il clima di tensione creatosi, favorito e alimentato anche da strumentalizzazioni di parte, l’Arcivescovo invita la comunità credente di Norcia a stringersi convintamente attorno ai nuovi sacerdoti e ad assicurare loro una serena e generosa collaborazione, camminando insieme alla luce del Vangelo in una nuova stagione di fraternità e di pace. Nel contempo, - conclude la nota - desidera rinnovare a don Marco e don Davide un vivo ringraziamento per il servizio svolto in questi anni e un augurio cordiale per la nuova missione che è stata loro affidata”.