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Ex ospedale, la proposta "Trasformiamolo in un Polo culturale"

L'idea arriva dai consiglieri di Fratelli d'Italia Rossi e Leveque "La città ha bisogno di spazi culturali per le realtà locali"

Ex ospedale, la proposta "Trasformiamolo in un Polo culturale"

Non un semplice restauro edilizio, ma un'opportunità strategica per ridisegnare l'offerta culturale del centro storico di Città di Castello. È questo l'obiettivo della mozione presentata da Elda Rossi e Riccardo Leveque (Fd’I), incentrata sul futuro dell’ex ospedale San Florido.

La proposta dell'opposizione prevede di destinare la porzione dell'immobile non occupata dai servizi socio-sanitari alla realizzazione di un grande Polo Culturale cittadino. Il progetto inserito nell'atto immagina la creazione di un Auditorium destinato a concerti, spettacoli e grandi conferenze, affiancato da sale polivalenti e spazi prova a disposizione delle associazioni locali di musica, teatro, danza e folklore. Tra le finalità vi è anche l'apertura a enti di formazione e ricerca scientifica.

Città di Castello ha un patrimonio associativo straordinario, ma troppo spesso le realtà locali sono costrette a utilizzare spazi inadeguati - spiegano Rossi e Leveque -. Il recupero del San Florido può dare una risposta strutturale a questo problema”.

L'iniziativa punta a creare un sistema culturale integrato nel cuore della città, mettendo in rete la struttura con la Pinacoteca Comunale, il complesso di San Domenico e l'area dell'ex Piazza dell'Archeologia. Un polo che, secondo i promotori, potrebbe accogliere in futuro anche alcuni appuntamenti del Festival delle Nazioni.

Fratelli d'Italia sollecita quindi l'Amministrazione comunale a farsi promotrice dell'idea nei confronti della Regione Umbria, proprietaria del complesso, e ad avviare un tavolo di confronto con il mondo associativo locale. 

Lo scorso luglio all’ex ospedale sono iniziati i lavori di messa in sicurezza di tetto e campanile - per un importo di 3 milioni di euro (fondi post sisma 2016) - che dureranno oltre un anno. La Regione ha anche approvato il piano di recupero (da oltre 6 milioni) di quasi 3000 mq del primo piano dell’edificio entro il 2031.