Dopo 40 anni di servizio il Dirigente superiore della Polizia di Stato Massimiliano Ponti, umbro doc (è originario di Campello sul Clitunno), ha lasciato il servizio attivo per la meritata pensione al termine di una brillante carriera che lo ha visto, nell’ultimo incarico, Comandante del Compartimento della Polizia stradale del Friuli Venezia Giulia, una delle regioni più impegnative per la Specialità del Corpo chiamata a vigilare sulla sicurezza della circolazione e il controllo della rete autostradale.
Dopo gli studi universitari supera brillantemente il Corso presso l’Istituto Superiore di Polizia venendo assegnato nel 1989, con il grado di Commissario, all’XI Reparto Mobile di Palermo, la struttura impiegata per la tutela dell’ordine pubblico. Sono gli anni più bui della lotta alle cosche: dal fallito attentato all’Addaura contro Giovanni Falcone, agli omicidi dell’agente Antonino Agostino (trucidato con la moglie Ida Castelluccio incinta di due mesi) e dell’agente Emanuele Piazza, in servizio al Sisde, che indagavano per risalire agli autori e mandanti del borsone di esplosivo lasciato nei pressi della villa presa in affitto dal magistrato che, con Borsellino, sono diventati simboli della lotta alla mafia.

In seguito il dottor Ponti è entrato nella Specialità della Polizia stradale, prestando servizio come dirigente delle Sezioni di Rieti, Perugia, L’Aquila (inviato all’indomani del terribile sisma del 2009) e, dal 2016, di Roma dove è stato chiamato a gestire la sicurezza stradale e autostradale della Capitale, la più impegnativa per i continui eventi anche di rilievo internazionale come il Giubileo della Misericordia, le celebrazioni per i 60 anni dei Trattati di Roma che videro la presenza di Capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea, le visite di Stato di leader come il Presidente cinese Xi Jinping e russo Vladimir Putin, il Vertice G20 con la partecipazione anche di Joe Biden.
Promosso nel 2019 Dirigente Superiore, dal 2023 ha assunto il comando della Polizia stradale del Friuli Venezia Giulia, regione complessa per i confini con l’Austria interessata da 2 valichi stradali ma ancor più con la Slovenia dove si contano più di 50 passaggi tra strade e valichi principali e secondari. Stimato per le sue doti umane e indubbie capacità di leadership ha saputo guidare i colleghi verso traguardi importanti nel contrasto alla criminalità (l’ultima operazione, coordinata dalla Procura di Trieste e ribattezzata “30 e lode” ha visto indagate 106 persone che avevano organizzato un sofisticato sistema per aiutare i candidati a superare l’esame teorico per la patente) fino ai pronti interventi in caso di incidenti stradali.
La sua pluriennale esperienza lo ha portato a lavorare in gruppi di lavoro, promossi anche dall’Organizzazione mondiale della sanità, per promuovere la cultura della ‘guida sicura’ e alla prevenzione degli incidenti stradali.
Una carriera al servizio delle Istituzioni che Massimiliano Ponti ha saputo interpretare con passione, rigore e umiltà, non di meno con profonda sensibilità verso i bisogni dei cittadini.
Al dottor Ponti, alla moglie Emiliana e ai figli, i sinceri auguri e la gratitudine della nostra redazione per aver coronato il meritato traguardo della pensione.
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