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Il sindaco di Avezzano sul bus della tragedia: "Vetri ovunque, i ragazzi del Rieti Calcio ci hanno tirato fuori"

Il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, racconta il terribile incidente tra il bus della Cascata delle Marmore e un camper. Il punto sulle indagini

Il sindaco di Avezzano sul bus della tragedia: "Vetri ovunque, i ragazzi del Rieti Calcio ci hanno tirato fuori"

C'era anche il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, sul pullman-navetta che domenica pomeriggio si è scontrato con un camper in un terribile incidente sulla Terni - Rieti che poi ha coinvolto anche due vetture, provocando la morte di 6 persone (una settima lotta tra la vita e la morte) e il ferimento di oltre 30.

“È stata un'esperienza veramente scioccante” racconta il sindaco della cittadina abruzzese. “Ero sulla navetta insieme a una decina di amici provenienti dalla zona di Pescara e dalla Marsica: siamo andati alla Cascata delle Marmore, scendendo a piedi dal Belvedere Superiore. Abbiamo poi preso il bus per risalire con l'idea di recarci successivamente a Cascia. Poi all'improvviso c'è stato un boato enorme, c'erano vetri da tutte le parti. Io che porto gli occhiali li ho ritrovati scheggiati e avevo dei pezzi di vetro in fronte sulle braccia e le gambe. Ma fortunatamente non sono rimasto ferito in modo grave”.

“E’ stata una brutta esperienza - ci dice Di Pangrazio ancora provato - per fortuna per tante persone è andata bene, ma il pensiero va a chi non ce l’ha fatta e ai loro familiari”. Il primo cittadino racconta scene strazianti in particolare di due giovani che urlavano nel vedere le condizioni critiche dei loro genitori.

La solidarietà delle persone di passaggio sulla Terni-Rieti

“Voglio elogiare - aggiunge - la solidarietà e la prontezza dei ragazzi del Rieti Calcio che si sono imbattuti nell’incidente e di altre persone che si trovavano a transitare sulla strada e che ci hanno dato i primi soccorsi, prima che arrivasse il personale del 118”. Sanitari e soccorritori che hanno gestito la maxi emergenza in modo impeccabile, ma ad agire nei primi momenti sono stati i calciatori e i dirigenti del Rieti, che erano diretti a Narni per giocare una amichevole. “Hanno forzato il portellone della navetta facendoci uscire, mentre altri ragazzi hanno medicato alcuni di noi, aiutandoci anche psicologicamente. Io ero al centro - dice ancora Di Pangrazio - e sono potuto uscire dall'uscita centrale, anche se nell'impatto sono stato sbalzato sulle scalette”.

Mentre i feriti più gravi venivano trasportati nei pronto soccorsi dell’Umbria e di Rieti, il primo cittadino di Avezzano è stato medicato sul posto e poi ha scelto subito di rientrare in Abruzzo: a riaccompagnarlo al parcheggio dei Campacci, nella zona del Belvedere superiore della Cascata delle Marmore, è stato il personale del Soccorso alpino e speleologico.

Appello per i limiti di velocità

E mentre il suo pensiero va alle vittime, Giovanni Di Pangrazio lancia anche un appello alla sicurezza delle strade. “Non pensavo che saremmo passati per la superstrada per tornare al parcheggio - sottolinea - se fossimo transitati in un’altra arteria probabilmente questa tragedia non sarebbe accaduta. Tratti di strada come quella in cui si è verificato l’incidente dovrebbero avere un limite di velocità di 50 km orari”.

L’inchiesta per omicidio stradale a carico di ignoti

Intanto la Procura della Repubblica di Terni sta indagando per fare piena luce sulla tragedia. I rilievi e le testimonianze hanno sin da subito evidenziato come il camper - condotto dal narnese Giampiero Colasanti, di ritorno da una gita in Abruzzo con la compagna Daniela Bellanca, entrambi deceduti - abbia invaso la corsia opposta dove transitava il bus-navetta che collega il Belvedere superiore e quello inferiore della Cascata delle Marmore e che era guidato dal 49enne di Torreorsina Federico Romualdi. Nell’impatto, oltre a quest’ultimo, sono morti 3 passeggeri del pullman (la coppia di Massa Carrara Paolo Cosci e Graziella Baldini, 61enni, e la 59enne romana Stefania Laurenzi), mentre sono rimaste coinvolte anche altre due macchine, di cui una finita su un fianco.

Gli inquirenti hanno disposto l’autopsia sul corpo dei due conducenti, Colasanti e Romualdi, mentre le salme delle altre vittime sono state restituite ai familiari per i funerali.