Circa 200 persone, divise in gruppi, hanno partecipato questa mattina a una giornata dedicata alla scoperta dell'energia rinnovabile e della storia industriale del territorio. Accompagnati dal personale esperto di Enel, i visitatori hanno potuto esplorare da vicino l'impianto idroelettrico di Galleto. Particolarmente apprezzata è stata la sala macchine e la parte storica dell’edificio, esempio di archeologia industriale, che ha conquistato il pubblico con il suo pregio architettonico e gli eleganti dettagli decorativi.
L’iniziativa fa parte delle visite organizzate per la Festa delle Acque 2026, in corso di svolgimento dal 25 luglio al 2 agosto con l’organizzazione della Pro Loco di Piediluco. E nel segno della tradizione millenaria legata all’acqua e Enel ha organizzato un’apertura straordinaria al pubblico della Centrale.
La centrale di Galleto
La centrale idroelettrica di Galleto è la più grande d’Europa negli anni in cui è stata costruita. Situata a Papigno, lungo la sponda sinistra del Nera, ha una potenza installata di 326 MW, viene alimentata dal fiume Velino e dal canale Medio Nera attraverso l’invaso di Piediluco e costituisce uno degli impianti rinnovabili più importanti dell’Italia centrale, sia per la produzione di energia pulita che per il suo valore storico e il rilievo architettonico. I lavori di costruzione sono iniziati nel 1925 e il 21 aprile 1928 è stata inaugurata alla presenza del ministro dei Lavori Pubblici Giovanni Giuriati.
Apertura “speciale”
L’apertura straordinaria della centrale, inserita nella Festa delle Acque 2026 di Piediluco è un’edizione speciale perché quest’anno ricorre anche il 60° anniversario della Pro Loco Piediluco. Enel, in collaborazione con le Istituzioni e con il tessuto associativo del territorio, ha dedicato un’attenzione particolare al turismo sostenibile nelle aree in cui gli impianti sono inseriti, a partire dalle aree naturalistiche “Parco Fluviale del Fiume Nera e della Cascata delle Marmore” e “Oasi di Alviano sul Fiume Tevere”.