Un territorio segnato da un inesorabile invecchiamento, lavoro precario e una crescente emergenza abitativa. È la fotografia emersa dall'incontro pubblico promosso da Cgil, Cisl e Uil Umbria insieme alle sigle dei pensionati Spi, Fnp e Uilp. I vertici sindacali chiedono a gran voce un confronto urgente con l’Amministrazione comunale di Gubbio per invertire una rotta che rischia di compromettere la tenuta sociale dell Comune.
I dati dell'emergenza: -86 residenti e nuclei monocomponenti al 31%
A fare da sfondo alle richieste dei sindacati sono le cifre del declino demografico. Gubbio segue il flusso negativo della Regione Umbria (che lo scorso anno ha perso oltre 3.000 abitanti): nel 2025 il comune eugubino ha registrato 86 residenti in meno.
Un dato al quale si somma il dato strutturale sull'invecchiamento e la solitudine: i nuclei familiari con un solo componente hanno ormai raggiunto circa il 31% del totale. Questa frammentazione, unita all'aumento delle persone anziane e non autosufficienti, sta creando una pressione senza precedenti sulla domanda di servizi sociali e socio-sanitari.
Lavoro e casa: i punti critici
Sul fronte occupazionale, il quadro resta complesso: nonostante alcuni recenti investimenti privati, pesano la precarietà, il lavoro povero nei servizi e le recenti chiusure aziendali.
A questo si aggiunge la crisi abitativa che colpisce in particolare giovani, giovani coppie e anziani. Il mercato privato appare totalmente bloccato e orientato verso gli affitti brevi per il turismo, in assenza di risposte ed edilizia pubblica.
Le richieste: dalla Sanità alla Casa di Comunità
I sindacati contestano la gestione comunale per le scelte d'aumento delle rette e delle tariffe locali, chiedendo di abbandonare "logiche ragionieristiche" e di valorizzare il ruolo di Gubbio come comune capofila della Zona Sociale.
Tra le istanze principali presentate alle istituzioni:
Casa di Comunità: sollecitata con urgenza la realizzazione della struttura eugubina per garantire un'assistenza di prossimità.
Ospedale di Branca: tutela del presidio ospedaliero pubblico, che deve essere potenziato nel personale per abbattere le liste d'attesa ed evitare il depotenziamento dei servizi.
Aree Interne e PRINA: richiesta di coinvolgimento attivo nella nuova programmazione della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) e nella gestione del Piano Regionale Integrato Non Autosufficienza, rivedendo i costi delle rette e facilitando l'accesso alle strutture residenziali.