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Contenitori da casa per acquistare cibo, Orvieto città pilota per Zero Waste

Presentato nel Comune di Orvieto, il progetto vede commercianti e ristoratori collaborare per aderire alla pratica che dal 2027 diventerà un obbligo Ue

Contenitori da casa per acquistare cibo, Orvieto città pilota per Zero Waste

Portare da casa il proprio contenitore per acquistare alimenti sfusi o ritirare un piatto pronto, evitando imballaggi usa e getta. Si tratta di una pratica semplice con un impatto notevole nella riduzione dei rifiuti il cui progetto Zero Waste è stato presentato il 29 settembre nella Sala consiliare del Comune di Orvieto. E’ promosso da COSP Tecnoservice, in collaborazione con il Comune di Orvieto, l’associazione Reconnect with Earth e Junker app.

L’iniziativa va a monte del riciclo e punta a diffondere tra le attività commerciali e della ristorazione una modalità di prevenzione dei rifiuti e di promozione del riutilizzo con l’obiettivo di evitare la produzione del rifiuto alla fonte prima ancora di doverlo raccogliere e riciclare.

98 kg di imballaggi per abitante, la plastica cresce

Secondo una recente analisi del Joint Research Centre della Commissione europea, ogni anno nei 19 Stati membri analizzati vengono immessi sul mercato circa 98 kg di materiali da imballaggio per abitante. Di questi, quelli destinati ad alimenti e bevande rappresentano il 97% del totale analizzato. Lo studio evidenzia inoltre che la plastica è l’unica categoria di imballaggio ad aver registrato una crescita tra il 2011 e il 2025, pari all’11%.

Questa nuova iniziativa prende avvio dal Regolamento Ue 2025/40 (Packaging and Packaging Waste Regulation-PPWR) sugli imballaggi che dovranno essere ridotti, riciclabili e compostabili. Il regolamento entrerà in vigore il 12 agosto prossimo e si propone di evitare imballaggi non necessari, promuovere il riutilizzo, la ricarica e il riciclaggio, armonizzare le misure nazionali per evitare ostacoli al commercio e distorsioni della concorrenza e contribuire all’economia circolare e alla neutralità climatica entro il 2050. Da agosto verranno fissati sei mesi per preparare a questo nuovo modo di acquistare “rivoluzionario” senza costi aggiuntivi per i consumatori e che sarà ufficialmente operativo a partire dal 12 febbraio.

Pratica già possibile

“Attraverso questo progetto pilota, COSP Tecno Service – dichiara il direttore della divisione ecologia Marco Mattei – si pone all’avanguardia sul territorio nazionale cercando di completare gli obiettivi previsti dal Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR): riduzione obbligatoria dei rifiuti di imballaggio pro capite del 5% entro il 2030, del 10% entro il 2035 e del 15% entro il 2040”. Di fatto, dal 1 gennaio 2030 saranno vietati formati di imballaggi in plastica monouso, quelli per frutta e verdura fresca non trasformata sotto 1,5 kg, per bevande e alimenti consumati in bar e ristoranti, per confezioni da sei bottiglie d’acqua, quelle per frutta e verdura, confezioni in miniatura, prodotti da toilette negli alberghi e la pellicola per le valigie negli aeroporti.
La possibilità per i consumatori di utilizzare contenitori propri, purché riutilizzabili, puliti e idonei all’uso alimentare, è già prevista dalla normativa italiana dal 2019. Il cosiddetto Decreto Clima stabilisce che i clienti possano utilizzare i propri contenitori, buste o sacchi di cotone per l’acquisto di prodotti sfusi, lasciando all’esercente la facoltà di rifiutarli qualora non li ritenga igienicamente idonei.

La mappa di Junker

Gli esercenti aderenti, ad oggi sono 47, saranno inseriti come punti “zero waste” nelle mappe di economia circolare dell’app Junker, così da rendere più facile per i cittadini individuare botteghe, negozi, bar e ristoranti impegnati per il riuso e la riduzione dei rifiuti.

In alcuni Comuni, come Orvieto, l’app è stata addirittura scaricata dal 100% delle utenze. E’ tradotta in 13 lingue ed è pienamente fruibile anche dai turisti e dai stranieri che hanno scelto l’Umbria come seconda casa. 

Pannelli informativi per prepararci

Per far conoscere a tutti questa possibilità, i punti vendita devono informare i clienti mediante pannelli informativi o segnaletici chiaramente visibili e leggibili. Fino a che nel 2028 diventerà obbligatorio per bar e ristoranti offrire imballaggi riutilizzabili per bevande calde e fredde o alimenti pronti da asporto, senza costi aggiuntivi rispetto al monouso. “Siamo onorati e soddisfatti che Orvieto sia stata scelta come città pilota per un progetto che anticipa gli obiettivi europei e va nella direzione su cui stiamo lavorando: ridurre la produzione dei rifiuti e, di conseguenza, i conferimenti in discarica” afferma l’assessore all’Ambiente, Andrea Sacripanti.