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Lirico Sperimentale, a Todi la "meraviglia" di Dido and Aeneas di Henry Purcell

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Lirico Sperimentale, a Todi la "meraviglia" di Dido and Aeneas di Henry Purcell

Ci siamo persuasi che scrivere di un opera, molti giorni dopo il suo debutto ufficiale, è come scalare l'Everest con la forchetta e le infradito. Se non fosse per la meraviglia che rimane attaccata allo spettatore come una colla a pronta presa, un odore, un profumo, tutto potrebbe scivolare nell'oblio della distanza cronologica.

Ma per Dido and Aeneas di Henry Purcell, messo in scena nell'80a Stagione del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto lo scorso 6 agosto e replicato per due date (il 27 e il 28 settembre) al Teatro Comunale di Todi, lo stupore meravigliato di colui che ascolta e osserva è totale e imperituro.

Dunque esprimere un concetto sensato che possa essere molto prossimo ad una critica ragionata è quasi una operazione da avanspettacolo, stile Bagaglino. E così scegliamo la via della confessione emozionale, esattamente quello che un giornalista non dovrebbe fare. Ma noi, qui presenti assenti, siamo solo giornalisti campagnoli e allora gli strafalcioni ci siano consentiti.

Ci stupisce come la distanza causale dell'ascolto dal debutto ufficiale dell'Opera in questione, renda la stessa assolutamente nuova, fresca di giornata come appena uscita dalla punta d'oca di Purcell.

Lungi da noi rimettere mano a discussioni o sfoggi di sapienza storica-filologica su libretto o musica, se non per raccontare come una lavoro come quello visto ed ascoltato a Todi non sfigurerebbe su osannati palcoscenici internazionali. E non perchè Spoleto o anche Todi di loro non lo siano, ma perchè invece spesso vale la diuturna regola del nemo Propheta acceptus est in patria sua.

Le mani su Riccardo Panfili

Dove invece vogliamo mettere le mani copiosamente è sull'incontro avuto all'uscita del Teatro con il compositore Riccardo Panfili.

Sono suoi gli inserimenti a completamento dei vuoti in partitura dell'Opera di Purcell, che rappresentata per la prima volta nel 1689, era priva del prologo di un coro e di una danza.

E il mestiere del Lirico Sperimentale è anche quello di buttarsi a capofitto nelle imprese perigliose, ma fantastiche come quella di commissionare a Panfili le parti mancanti.

Riccardo Panfili è un giovane uomo che non ha timore di mostrare la sua totale assenza di convenzioni comportamentali. Ama la vita come un dono ricevuto e onora la sua origine umana e tuttavia soprannaturale, ridistribuendo copiosamente al pubblico per mezzo del suo talento, la sua gioia ed anche la sua inquietudine.

Quattro righe non sono esaustive come per contro lo è stato l'abbraccio e la lunga chiacchierata che abbiamo scambiato con Panfili all'ingresso del Teatro Comunale di Todi ad esecuzione avvenuta dell'Opera.

Sappiamo che l'Ente Lirico sta pensando ad un modo per rendere fruibile, magari con una pubblicazione ufficiale, questa produzione e ne siamo assolutamente felici e grati.

Per capire meglio l'importanza del lavoro svolto dal compositore, ternano di origine, andrebbe letta attentamente la sua idea in merito- in forma di intervista- pubblicata nel libretto di sala dell'Opera.

Per mancanza di spazio ci è impossibile ripubblicarla in questo articolo, ma vogliamo citare un passaggio decisivo del metodo panfiliano, quando lo stesso dice “Il testo (il libretto di Nahum Tate) mi ha folgorato perchè potevo far emergere, con la musica, l'inconscio del testo, tutto il non detto che solo un testo fallito nasconde nei propri interstizi, nei margini della scrittura. Più che una sfida, una diffida!”.

O anche, “La risposta di Venere è, coerentemente, la minaccia velata tipica dei dirigenti, o nel vecchio lessico delle lotte operaie, dei padroni-Ore sorridenti vi attendono, ore che potrebbero non tornare mai più-Nella mia partitura risuonano gelide come un protocollo aziendale”.

Non è strano ne ideologico, ne eccentrico lo stile narrativo di Panfili che si è laureato anche in Filosofia Teoretica ed è stato assistente del M° Hans Werner Henze (di lui ricordiamo Gogo no Eiko eseguita per la prima del Festival dei Due Mondi nel 2010).

Si tratta solamente di consapevolezza dell'aristotelico “essente”, ovvero qualsiasi realtà fisica o concettuale considerata nel puro fatto della sua esistenza.

Dido and Aeneas, impreziosito di questa qualità, diventa una rinascita o una epifania escludendo il già detto o il già sentito.

Che meraviglia!

Le qualità altre del Lirico Sperimentale

Sarebbe ingiusto e colpevole non citare la regia di Tommaso Amadio che pur volendo rimanere legato alle suggestioni originarie dell'Opera (la prima rappresentazione al collegio femminile di Josias Priest a Chelsea), grazie alle scene e luci di Fabrizio Visconti e ai costumi di Clelia De Angelis procura dei brividi di dominanza sadiana in una rarefazione distopica simile a certe ambientazioni alla Fahrenheit 451 di Bradbury o anche alla Brazil burocratica e grigia di Terry Gilliam.

E l'assoluta ed entusiasmante capacità del M° Marco Angius e dei solisti dell'Orchestra V. Calamani, unitamente al Coro madrigalistico del Lirico diretto dal M° Mauro Presazzi, di rendere viva e palpitante l'opera di Purcell.

Non ci dimentichiamo ovviamente dei nostri giovani cantanti vincitori di concorso, senza i quali, tutto questo (e intendiamo l'intero Ente Lirico) non avrebbe mai avuto ragione di proseguire.

A Spoleto non abbiamo il vizio di rappresentare, ma solo quello di creare ex nihilo.

E dunque il cast si compone dei solisti dello Sperimentale Lorena Cesaretti / Benedetta Grasso come Dido, Giorgia Cavaliere / Sara Di Santo Belinda, Rosa D’Alise / Anna Pieri Æneas, Gianpiero Delle Grazie / Davide Romeo A sorceress, Joaquin Cangemi / Nicola Di Filippo First witch, Nicola Di Filippo / Federico Vita Second witch, Aurora Bertoldi / Gaia Cardinale Second woman, Chiara Guerra / Ariadna Vilardaga A spirit, Beatrice Caterino / Ariadna Vilardaga A sailor.

Nel Prologo: Joaquin Cangemi / Nicola Di Filippo Phoebus, Lorena Cesaretti / Sara Di Santo Venus, Aurora Bertoldi / Benedetta Grasso Spring, Gaia Cardinale / Beatrice Caterino First nereid, Giorgia Cavaliere / Ariadna Vilardaga Second nereid, Gaia Cardinale / Chiara Guerra First shepherdess, Rosa D’Alise / Anna Pieri Second shepherdess.

Che avventura meravigliosa e sorprendente quella del Lirico!