L’Umbria aiuta il Venezuela: l’ing. Andrea Marino dei Vigili del Fuoco nel team di soccorso
Un pezzo di Umbria è in prima linea nelle operazioni internazionali di soccorso in Venezuela, colpito nei giorni scorsi da due violenti terremoti di magnitudo 7.2 e 7.5. Nel contingente italiano, coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile nell’ambito del Meccanismo Unionale di Protezione Civile, figura l’ing. Andrea Marino, Dirigente Referente della Direzione Regionale Vigili del Fuoco Umbria. Il tecnico umbro è inserito tra gli specialisti che operano in ambito USAR (Urban Search and Rescue), nelle verifiche di agibilità e nel supporto alla Protezione Civile locale, in uno scenario segnato da gravi danni, numerose vittime e migliaia di sfollati.
Il contesto sismico e la portata delle scosse
Il Venezuela si colloca lungo l’interazione tra la placca caraibica e quella sudamericana, con sistemi di faglie attive come El Pilar e Boconó che hanno storicamente generato sismi importanti (Caracas 1967; Cariaco 1997; delta dell’Orinoco 2018). Due eventi di magnitudo superiore a 7 in rapida successione rappresentano un quadro ad alta complessità: per riferimento, un incremento di 1 punto di magnitudo comporta circa 32 volte più energia rilasciata, e sequenze ravvicinate moltiplicano gli effetti su edifici già danneggiati, infrastrutture critiche e reti lifeline (acqua, energia, trasporti). Le repliche possono protrarsi per settimane, ostacolando le ricerche e imponendo continue evacuazioni precauzionali.
La missione italiana ed europea
Il dispiegamento italiano avviene su richiesta formale delle autorità venezuelane e attraverso il Meccanismo Unionale di Protezione Civile, che consente di mobilitare rapidamente squadre, mezzi e competenze degli Stati membri sotto un unico coordinamento. L’Italia contribuisce con moduli USAR e tecnici per la valutazione del danno e dell’agibilità strutturale, in sinergia con gli standard INSARAG delle Nazioni Unite. In queste prime fasi, le priorità operative includono: ricerca e salvataggio tra le macerie, messa in sicurezza puntuale, ripristino dei corridoi di accesso, allestimento di aree di accoglienza e sostegno alle autorità locali per il coordinamento del flusso di aiuti. A supporto tattico possono integrarsi mappature satellitari e sistemi informativi territoriali per indirizzare uomini e risorse verso le aree più colpite.
Chi è l’ing. Andrea Marino e cosa farà sul campo
Andrea Marino, dirigente dei Vigili del Fuoco dell’Umbria con consolidata esperienza in gestione delle emergenze e scenari sismici complessi, ha già operato in significativi contesti nazionali e internazionali. In Venezuela contribuisce al coordinamento delle squadre USAR, alla pianificazione delle priorità di intervento, alle rapid visual screening e alle verifiche tecniche su edifici strategici (ospedali, scuole, centri di comando). La sua funzione è anche di interfaccia con la Protezione Civile e con i sistemi di comando e controllo locali, per uniformare procedure, garantire sicurezza degli operatori e ottimizzare la catena logistica. L’esperienza maturata nelle crisi sismiche dell’Italia centrale e in Umbria costituisce un valore aggiunto nella lettura dei danni e nella gestione del rischio residuo.
Cause, effetti e lezioni per la riduzione del rischio
Gli effetti osservati dipendono non solo dalla magnitudo, ma da profondità ipocentrale, distanza dall’epicentro, tipologia edilizia e qualità della normativa antisismica applicata. Laddove prevalgono murature non armate o costruzioni informali, i crolli sono più frequenti e le lesioni più estese. Interventi come rinforzi locali, miglioramento sismico, piani di emergenza scolastici e protezione delle reti critiche riducono drasticamente perdite future. Missioni come questa producono anche know-how trasferibile: dalla gestione delle priorità alla raccolta dati geotecnici e strutturali per una ricostruzione sicura e sostenibile.
La presenza di un dirigente umbro in un’operazione di questa scala rafforza la capacità del sistema regionale e nazionale di apprendere da contesti ad alta complessità. L’Umbria, segnata dai sismi del 1997 e del 2016, ha sviluppato competenze tecniche e organizzative che oggi vengono messe a fattor comune a livello internazionale. Al rientro, le buone pratiche maturate sul campo potranno tradursi in aggiornamenti di protocolli, esercitazioni, formazione specialistica e migliore integrazione tra Vigili del Fuoco, Protezione Civile, enti locali e mondo accademico.