“I ragazzi sono molto più preparati degli adulti alla sostenibilità e alle sfide del cambiamento climatico”. Lo dice Alfonso Morelli, Direttore Generale di Arpa Umbria, durante la presentazione del progetto didattico rivolto alle scuole primarie e secondarie di secondo grado giunto alla sua quarta edizione dal titolo “Siamo fatti della stessa aria”.
L’iniziativa promuove attività dedicate ai temi della qualità dell’aria e della sostenibilità nelle scuole della Conca Ternana e fa parte dell’accordo di programma siglato nel 2018 tra il Ministero, la Regione Umbria e i Comuni di Terni e Narni. All’incontro sono intervenuti, il Direttore Generale di Arpa Umbria, Alfonso Morelli, il Direttore del Dipartimento Territoriale Umbria Sud Ing. Filippo Giovanni Marasco, Marco Vecchiocattivi Qualità Aria e Modellistica di ARPA Umbria, Michele Sbaragli, coordinatore delle attività di educazione ambientale e alla sostenibilità di Arpa Umbria, l’Assessore all’Istruzione e servizi educativi del Comune di Terni Tiziana Laudadio e l’Assessore all’Ambiente del Comune di Narni, Giovanni Rubini.
Il progetto
La quarta edizione del progetto di educazione ambientale ha un approccio olistico e tocca le tematiche economiche e sociali relative alla salubrità dell’aria, alle nuove competenze per risolvere o tentare di affrontare le sfide ecologiche del terzo millennio, crisi climatica compresa, agli stili di vita e a quanto questi incidano sulle nostre scelte. Perché educazione è cambiamento. “Di fronte a noi ci sono i cittadini del presente e del futuro, i prossimi tecnici, decisori, Presidenti del consiglio, assessori e porteranno le loro competenze” ribadisce Michele Sbaragli, il coordinatore delle attività di educazione ambientale e alla sostenibilità di Arpa Umbria che auspica un coinvolgimento anche dei genitori che a volte non sanno cosa sia l’Arpa, né cosa faccia.
I numeri dello scorso anno e le date
Il progetto dello scorso hanno ha visto la partecipazione di 771 ragazzi e 40 docenti dimostrando molta sensibilità al tema. Le adesioni partiranno le prossime settimane, a gennaio e febbraio si avrà la calendarizzazione di 8 ore per i docenti e la formazione fino a maggio dei ragazzi. Le attività si svolgeranno nella biblioteca dell’Arpa, faranno dei laboratori chimico-fisici con una copia in miniatura della centralina dell’aria vera e propria, faranno attività tecniche e attività frontali. Una palestra di sostenibilità su cosa sia una sfida ecologica.
Laudadio: “Possiamo lasciare un segno nei giovani”
“In qualità di Assessore e docente ho vissuto nel mondo della scuola e vedo molta sensibilità a questo tema, esteso anche alle famiglie. Possiamo lasciare un segno e fare la differenza in questa fascia d’età (scuola primaria e secondaria di secondo grado), in quella più alta è più complesso”, sostiene l’Assessore all’Istruzione Laudadio secondo cui è negli stili di vita il punto su cui si deve insistere per limitare i danni.
“Siamo abituati a tralasciare i problemi dell’aria” ribadisce il Direttore del Dipartimento Territoriale Umbria Sud Ing. Filippo Giovanni Marasco. “Quando siamo in città troviamo l’aria con una qualità diversa per polveri inquinanti, ammoniaca, idrocarburi. L’aria è importante anche per una questione di temperatura e umidità. Per questo dobbiamo cercare di renderla gradevole, ci siamo immersi. Basti pensare a cosa fanno gli allevamenti intensivi, nei luoghi in cui sorgono c’è una maggiore incidenza di malattie polmonari per la concentrazione di ammoniaca”.
Morelli: “Creare un’immaginario alla sostenibilità”
La progettualità e la continuità del progetto portato avanti da Arpa con le scuole è alla base, non si tratta di un evento spot: “E’ un progetto su più anni, abbiamo formato una generazione. Il mondo della cultura deve interrogarsi su come creare un immaginario rispetto alla sostenibilità, che crei una consapevolezza piena a favore della società” sottolinea Morelli. L’ambizione dell’iniziativa è cercare di dare degli strumenti per creare un’ecosistema, raccontare la complessità dell’ambiente e creare la trasformazione dei nostri stili di vita. Non senza difficoltà: “E’ contro-intuitivo e difficile perché i risultati li avremo lontani nello spazio e nel tempo e motivare senza un riscontro immediato è difficilissimo. Ma il ruolo che ci vogliamo dare come agenzia è sia controllo dell’aria che contributo fattivo nel paradigma nazionale regionale, anche nella diffusione delle tecnologie verdi” conclude.
Tra le varie proposte di Arpa, a fine ottobre, sono previste pubblicazioni e racconti del mondo scientifico con un’editoria scientifica, per avere uno sguardo oltre la quotidianità.
L’Agenda Onu 2030
Il 5 giugno è la Giornata mondiale dell’ambiente, in questa occasione i ragazzi e le scuole restituiranno i loro lavori in base al loro programma formativo e saranno supportati da Arpa e Comuni. “Non è solo un compendio di scienze ma abbraccia tutte le materie, tra i lavori ci sono brani musicali e poesie perché anche l’aria è il mezzo con cui arriva il suono e la musica. Da qui all’Agenda dell’Onu 2030 mancano meno di 1.000 giorni e l’agenda è molto lontana, di quei 17 obiettivi di Sviluppo Sostenibile per proteggere il pianeta ci ritroveremo solo con due obiettivi fattibili: One Health, la strategia che riconosce l’interdipendenza tra la salute umana, la salute animale e la salute degli ecosistemi e la pace. E con quest’ultima anche i diritti”, ribadisce Michele Sbaragli che spera in un obiettivo: “Speriamo che qualche classe chieda un question time con l’Assessore o l’ARPA per portare avanti proposte per la città e il territorio”. Per formare la classe dirigente del futuro.