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Aumenta il turismo in Umbria ma frenano le presenze straniere | Infografiche

Ad agosto gli arrivi stranieri sono diminuiti del 14,9% rispetto al 2025. Mentre nei primi otto mesi il mercato ha registrato un incremento dell’8,9%

Aumenta il turismo in Umbria ma frenano le presenze straniere | Infografiche

Cresce il turismo in Umbria nei primi otto mesi del 2026 ma calano le presenze internazionali. E’ il quadro che emerge dai dati forniti dalle rilevazioni regionali, che restituiscono un quadro complessivo di crescita del turismo umbro. “L’Umbria registra 2.102.894 arrivi, in crescita del 3,9%, e 5.687.359 presenze, aumentate del 3,1% rispetto al 2025” è quanto ha dichiarato l’assessora regionale al Turismo Simona Meloni. 

Il confronto con il 2024-25

Confrontando i dati con gli anni precedenti si tratta di una buona fotografia della Regione, “rispetto al 2024 gli arrivi crescono del 12% e le presenze del 12,6%” continua l’assessora. “Rispetto al 2023 gli incrementi raggiungono rispettivamente il 17,6% e il 18,8%. Un andamento che prosegue dopo un 2025 chiuso con quasi 8 milioni di presenze, oltre un milione in più rispetto al 2023”. Per Meloni è la certificazione di un buon lavoro che la Regione sta portando avanti e che è stato riconosciuto anche a livello nazionale sia per la qualità delle campagne di promozione che con il secondo posto tra le regioni italiane per la crescita dei flussi turistici. 

La flessione di agosto…

Rispetto all’agosto 2025 si registra una flessione, mentre nel paragone con l’agosto 2024 i valori sono superiori del 3,7% e dell’1,4%, mentre sul 2023 la crescita raggiunge l’8,4% negli arrivi e il 5% nelle presenze. “Le criticità estive riguardano soprattutto il mercato internazionale”, sottolinea Meloni. Ad agosto gli arrivi stranieri sono diminuiti del 14,9% rispetto al 2025, mentre quelli italiani sono cresciuti dell’1,8%. Nei primi otto mesi invece il mercato domestico ha registrato un incremento dell’8,9% negli arrivi e del 6,8% nelle presenze. 

… del turismo straniero

Secondo i dati della Regione ancora provvisori e suscettibili di variazioni fino alla pubblicazione ufficiale da parte dell’Istat, nel secondo trimestre del 2026 quanto ai turisti stranieri si registra una diminuzione del -3.7% negli arrivi e un aumento del +0,3%nelle presenze rispetto al 2025. Ad Assisi si è registrata una contrazione negli arrivi stranieri del -11,9 rispetto all’anno passato e -12,7 nelle presenze; Cascia -30,3 arrivi e -26,8 presenze, Preci -29,8 arrivi, Sigillo -35,8.

Nel complesso delle strutture ricettive regionali la permanenza media dei turisti nel secondo trimestre 2026 è stata di 2,5 giorni facendo registrare un aumento del +1.9% rispetto al 2025.

Le destinazioni nella Top 20 della Regione

Nella Top 20 dei comuni di destinazione dei turisti italiani in Umbria rimane:

  1. Assisi con 127.461 turisti,

  2. seguita da Perugia (85.544),

  3. Foligno e Cascia.

Poco appeal ha Torgiano (6.097), Tuoro sul Trasimeno (4.990) e Bevagna (4.829). I visitatori maggiori provengono da Roma (99.294), poi Napoli (36.472), Milano (30.070) e Bari (15.686).

Sul fronte internazionale nella Top 20 dei Paesi di provenienza dei turisti stranieri troviamo in pole:

  1. Usa (61.963),

  2. Germania (36.185) e

  3. Gran Bretagna (19.218)

mentre le destinazioni più attrattive per gli stranieri rimangono Assisi con oltre 92 mila presenze, Perugia e la “città sulla rupe” Orvieto, ultime Umbertide, Montefalco e Spello.

Il calo estivo e l’assenza nella classifica del Ministero

La flessione del turismo estivo in Umbria è registrata dal report del Ministero sull’andamento dei flussi in Italia e nelle singole regioni, offrendo una panoramica aggiornata dell’andamento del turismo in Italia. A livello regionale, nella stagione estiva 2026 l’Umbria è assente mentre si riscontrano tassi di occupazione superiori alla media nazionale nella Provincia Autonoma di Trento (67,3%), in Sardegna (67,2%), in Friuli-Venezia Giulia (66,3%), in Sicilia (65,6%), in Veneto (65,6%), nelle Marche (63%), in Toscana (62,5%), in Liguria (62,5%), in Puglia (62,2%) e in Emilia-Romagna (62,1%). Gli incrementi più consistenti sono nel Lazio (+16,3%), in Emilia-Romagna (+15,2%), in Toscana (+15,2%) e in Friuli-Venezia Giulia (+14,2%). Risultati positivi emergono anche in Lombardia (+13,9%), Sardegna (+13%), Provincia Autonoma di Trento (+12,7%), Campania (+12,5%) e Liguria (+12,4%).

Le possibili cause 

Le cause della flessione internazionale sono da inquadrare in un quadro più complesso caratterizzato dalle tensioni geopolitiche, il caldo eccezionale e le difficoltà nei trasporti, con lo stop ai collegamenti ferroviari con Firenze. “Tra luglio e agosto la circolazione ferroviaria sulla Perugia-Terontola è rimasta sospesa per lavori, con modifiche ai collegamenti e servizi sostitutivi. La provincia di Perugia ha inoltre registrato numerose giornate di allerta rossa per il caldo. Sono fattori concreti, il cui impatto sui flussi turistici richiede ulteriori verifiche” spiega Meloni, “Il turismo va valutato attraverso dati completi, confronti omogenei e attenzione ai singoli mercati, evitando inutili allarmismi”.