La solennità della Dedicazione della Chiesa Cattedrale si è trasformata in una giornata di memoria, comunione e profonda gratitudine. Ieri (20 settembre) la Chiesa eugubina si è stretta attorno al suo vescovo emerito, mons. Mario Ceccobelli, tornato a Gubbio per festeggiare insieme alla comunità diocesana un traguardo eccezionale: i suoi 60 anni di ordinazione sacerdotale.
A dare il benvenuto a mons. Ceccobelli nella Cattedrale — definita dall'emerito la "sala bella" della comunità — è stato il vescovo in carica, mons. Luciano Paolucci Bedini. Prendendo la parola durante l'omelia, Ceccobelli ha ripercorso il suo lungo cammino pastorale, sintetizzando sei decenni di ministero in un’unica parola: “Grazie”.
Dalle prime resistenze del padre all'ingresso in seminario, superate nel tempo grazie al profumo di una vocazione vissuta come servizio, fino alla nomina episcopale del 2004 — accettata nel segno del motto spirituale “Niente chiedere e niente rifiutare” -, don Mario ha ricordato i quasi 13 anni trascorsi alla guida della Diocesi eugubina. Un periodo riletto con umiltà e senza nascondere fragilità.
Il momento più toccante della celebrazione si è avuto quando il vescovo emerito ha rivolto una sincera e diretta richiesta di perdono all'intera comunità: “Perdonatemi il male commesso facendo il vescovo per 13 anni in mezzo a voi. Potevo consultarmi di più, riflettere di più, pregare di più. Sono venuto volentieri oggi per dire alla Chiesa eugubina: perdonami i miei peccati, come anch’io perdono i tuoi”.
Un gesto forte, raccolto con commozione da mons. Paolucci Bedini, che al termine del rito ha sottolineato: “La cosa più bella che ci hai insegnato è che, per custodire il dono più grande della Chiesa che è la comunione, bisogna saper chiedere perdono”.
A testimoniare l'affetto della diocesi, il vicario generale don Mirko Orsini ha consegnato a mons. Ceccobelli una ceramica a tema francescano realizzata da Giulia Rampini, della celebre bottega d'arte eugubina. L'opera, che celebra l'eredità artistica del padre Giampietro Rampini — figura carissima al vescovo emerito e scomparsa nel 2023 —, richiama il forte legame con il Sentiero di Francesco, lo storico pellegrinaggio da Assisi a Gubbio ideato proprio da mons. Ceccobelli nel 2009. Una giornata che ha così unito la memoria al perdono, riconfermando l'abbraccio indissolubile tra Gubbio e uno dei suoi pastori più amati.