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Testaccio, tra abusi, decadenza e manutenzione: se questo è un quartiere

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Già punto di ristoro per commercianti e pellegrini diretti a Roma lungo la Flaminia, vive uno dei momenti peggio per l'abbandono delle Istituzioni

Testaccio, tra abusi, decadenza e manutenzione: se questo è un quartiere

Non è mai stato una località felice quella di Testaccio, la sua stessa storia non ne fa un punto di grande interesse, ma è un fatto che da anni quell’agglomerato di case, a sud del centro storico della città del Festival, stia vivendo nel degrado più assoluto, tra abusivismo e mancata manutenzione.

A segnalarlo a Tuttoggi gli stessi residenti, ormai non più che sette, otto famiglie al massimo costrette a vivere in situazioni al limite.

Dal punto di vista storico, l’area era nota sostanzialmente per due motivi: punto di ristoro per i viandanti diretti lungo la Flaminia verso Roma, come dimostra la Fontanella dei Cappuccini edificata proprio per dissetare pellegrini e commercianti; strategica per le se cave di pietra forte e calce usate dalle fabbriche di Spoleto e Terni.

Solo dopo la seconda guerra mondiale si decise di avviare un progetto di residenza popolare, anche per dare una migliore sistemazione alle famiglie che vivevano in malsani alloggi del complesso vicino all’Anfiteatro dell’omonima via. Tanto che ancora negli anni ’80 quella zona veniva chiamata come la “Kasbah”.

La scelta di insediare alcune famiglie a Testaccio non si rivelo felicissima, specie per chi non poteva permettersi mezzi di locomozione, anche se allora raggiungere il posto di lavoro a piedi era pressoché cosa comune. Gli ultimi interventi risalgono alla fine degli anni ’90, anche se le strutture, a quanto confermano i residenti (quelli che sono rimasti) hanno retto abbastanza bene anche agli eventi sismici degli ultimi trent’anni.

La proprietà dell’area è in capo al Comune mentre la gestione per la manutenzione ordinaria e straordinaria è all’Ater che però è pressochè ferma al palo per la cronica carenza di fondi che dovrebbe ricevere dall’ente municipale.

Di un paio di settimane fa un sopralluogo congiunto per faere il punto della situazione: dall’umidità in alcuni appartamenti, al verde in procinto di “entrare” nelle casa, aree totalmente incolte e una serie di abusivi garage in lamiera realizzati chissa da chi.

Un disastro che, probabilmente con pochi sforzi, si potrebbe ripristinare dando non solo nuova “luce” a questo quartiere ma anche nuovi alloggi popolari che sembrano mai non bastare.

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