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Ciao Lucia, amica e collega nel "Repartino"

A Perugia officiati i funerali di Lucia Pippi, la giornalista morta a 51 a seguito di una breve malattia. Il ricordo di chi per anni ha lavorato con lei

Ciao Lucia, amica e collega nel "Repartino"

Ha scelto “Strada facendo”, di Claudio Baglioni, il brano preferito di Lucia Pippi, la sorella, per accompagnarla nel suo ultimo viaggio. E di persone che hanno condiviso la strada con Lucia - negli affetti, nel lavoro, nelle passioni condivise - ce n’erano molte nella chiesa di San Giovanni Paolo, a Ponte della Pietra di Perugia, dove sono stati officiati i funerali della giornalista, morta dopo una breve malattia.

Una strada troppo breve: Lucia avrebbe compiuto 51 anni la prossima settimana.

Una strada che Lucia, pur nelle avversità e nelle prove che ha dovuto affrontare, aveva sempre percorso con energia e con quel sorriso che alla fine spuntava fuori, anche dopo il suo borbottare.

Gli anni condivisi nel “Repartino”

In redazione al Giornale dell’Umbria - perché chi scrive ha condiviso con Lucia diversi anni di un lavoro che, all’epoca, occupava gran parte delle nostre giornate - quel sottofondo lo consideravamo una sorta di tradizionale colonna sonora della giornata. Insieme a quel timbro di voce che trasmetteva tutta la sua energia.

Lucia, per noi corrispondenti dai territori della regione, era la collega a cui si inviavano le pagine, dopo esserci confrontati in tarda mattinata sulle notizie da approfondire. Poi, assunto nella redazione centrale, ci siamo ritrovati vicini di scrivania, all’interno del “Repartino” (come avevamo ribattezzato quella stanza con un appellativo che la diceva lunga su quanto fossero estroversi i giornalisti che la popolavano).

Lucia passava le ore iniziali del lavoro incollata al telefono: con qualcuno aveva piacere di parlare anche di argomenti non strettamente attinenti ai servizi da scrivere; con altri, invocava la chiusura delle pagine per poter tornare a casa, comunque a tarda ora.

Quelle giornate trascorse in redazione, tra telefonate, il ticchettio rapido sulla tastiera, i racconti di un “qualche Mario”, le citazioni da “Le Monde” e le sigarette fumate con avidità sul terrazzo, sono state caratterizzate da tante risate, arrabbiature, scherzi, adrenalina e da ingiustizie che non hanno sopito la passione dei più.

Lucia era sicuramente una persona appassionata di giornalismo, della scrittura (e del resto era anche una grande lettrice). Nel poco tempo libero a disposizione concesso da un lavoro vissuto in modo totalizzante, le piaceva stare con gli animali, scattare fotografie, dilettarsi in lavori di cucito e per creare gioielli, oltre che trascorrere momenti con familiari e amici.

Passata ad altre modalità di lavoro, ha speso soprattutto per gli altri il tempo in più a disposizione. Perché Lucia era fondamentalmente una persona buona. Anche quando brontolava.

Ciao, Lucia.