Orvieto riparte dal suo palcoscenico più identitario con una stagione che guarda indietro per rilanciare avanti. “Nuovo Teatro – 160 anni di emozioni” è il titolo del cartellone 2026-2027 del Teatro Mancinelli, presentato al Ridotto con le note de “La Favorita” di Gaetano Donizetti affidate al trio OrvietArmonico. La programmazione, realizzata dal Comune di Orvieto con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, intreccia classici e contemporaneo, commedia, musica, danza e produzioni del territorio in un omaggio vivo alla storia del teatro cittadino inaugurato nel 1866.
Il cartellone in abbonamento
La stagione in abbonamento propone 11 spettacoli e prenderà il via sabato 31 ottobre. In anteprima, venerdì 2 ottobre alle 21, va in scena “Frà – San Francesco, la superstar del Medioevo” di e con Giovanni Scifoni, fuori abbonamento e inserito nelle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.
Il 31 ottobre alle 21 e l’1 novembre alle 18 apre Vincenzo Salemme con “E fuori nevica”. La replica domenicale è fuori abbonamento.
Il 22 novembre arrivano Primo Reggiani e Jane Alexander con “Sei personaggi in cerca d’autore”.
Il 4 dicembre Cristiana Capotondi è in scena con “L’Attrice”.
Il 21 gennaio Marco Bocci e Pia Lanciotti presentano “Io, Charles”, viaggio nell’universo di Charles Bukowski.
Il 31 gennaio Paolo Hendel e Lucia Vasini portano “Terzo Tempo”, tratto dal romanzo di Lidia Ravera.
Il 13 febbraio debutta “Marcinelle, storie di minatori”, nel 70esimo anniversario della tragedia.
Il 21 febbraio Pamela Villoresi con Giulio Corso, Francesco Foti e Alice Spisa presenta “Elettra 1944”.
Il 12 marzo Paola Minaccioni firma il monologo “La vita è bella? No, è un tipo”.
Il 20 marzo Enzo De Caro è protagonista de “L’avaro immaginario”.
L’11 aprile Rocío Muñoz Morales, Giorgio Lupano e Gabriele Pignotta arrivano con “Contrazioni pericolose”.
Il 17 aprile Fabio Canino propone “Il brutto anatroccolo”.
Prezzi, sconti e calendario abbonamenti
I prezzi restano invariati con nuove agevolazioni. L’abbonamento agli 11 spettacoli costa 220 euro per platea, primo e secondo ordine e 165 euro per terzo, quarto ordine e loggione. Per i singoli spettacoli i biglietti vanno da 15 a 30 euro, con Under 25 a biglietto unico da 10 euro oltre prevendita.
Dal 15 al 22 settembre gli abbonati della passata stagione possono confermare il posto. Chi ha acquistato anche il biglietto dell’anteprima con Giovanni Scifoni ha diritto allo sconto a 200 euro o 150 euro.
Dal 25 settembre al 2 ottobre finestra per i nuovi abbonati “Premium”, riservata a chi ha acquistato il biglietto di “Frà – San Francesco, la superstar del Medioevo”, con lo stesso sconto.
Dal 5 al 10 ottobre vendita libera dei nuovi abbonamenti in biglietteria. Online l’abbonamento è disponibile fino al 30 ottobre.
Dal 12 ottobre parte la vendita dei singoli biglietti online e al botteghino, aperto tre giorni prima di ogni spettacolo.
Fuori abbonamento ed Eventi Plus
Gli appuntamenti fuori abbonamento
Dal 12 al 16 novembre il musical della Compagnia Mastro Titta “La forza del cuore”, liberamente tratto da “Hercules”, con Ultimo Secondo Live Band e Cherries on a Swing Set.
Il 20 novembre Umberto Galimberti con “Le disavventure della verità”.
Il 12 e 13 dicembre “Forza venite gente” con Gli Scirockati, Cherries on a Swing Set e New Art Fit&Dance Studio.
Il 23 gennaio 2027 “In un bacio saprai”, commedia musicale di Carlo Mazzoni.
Il 14 marzo stand up di Tiziano La Bella con “In buona fede”.
Il 3 aprile la Compagnia della Rupe con “A Million Dreams”, in occasione della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, con protagonista il 14enne Daniele, ragazzo autistico non verbale, nel ruolo di Frankie Smile.
Gli Eventi Plus
L’8 ottobre “Amami da morire” con la criminologa Roberta Bruzzone.
Il 9 marzo Francesca Gamba e Gianluca “Scintilla” Fubelli con “Io Marte, tu Mercole Re-Evolution”.
Musica e danza
Al Ridotto torna la rassegna “Insieme – Nel segno della musica” a cura della Scuola Comunale di Musica “Adriano Casasole” e Unitre, nove domeniche da ottobre a maggio.
Il 28 novembre i Cherries on a Swing Set con “Ailati – L’Italia cantata a cappella”.
Il 18 dicembre i Bartender festeggiano i 20 anni di attività.
Il 16 gennaio omaggio a Franco Battiato e tributo a Francesco Guccini con la partecipazione del batterista Ellade Bandini.
Il 6 dicembre la Filarmonica “Luigi Mancinelli” chiude i festeggiamenti per i 180 anni dalla fondazione e torna il 13 marzo per il concerto di San Giuseppe.
Il 23 dicembre il tradizionale “Concerto degli Auguri” della Scuola comunale di musica “A. Casasole”.
Il 28 novembre alla Biblioteca comunale “Luigi Fumi”, Sala Eufonica, “La Favorità – Opera Tascabile”, produzione Unitre Orvieto.
Il 10 gennaio “Lo Schiaccianoci” della Compagnia Almatanz e il 5-6 febbraio “L’ultimo respiro di Giulietta” di Vertycal Loft. Il 25 aprile torna “Orvieto in Danza” con il concorso “Corpi in Armonia”.
Mancinelli Off e Teatro Ragazzi
Confermata la rassegna Mancinelli Off, curata da Io ci sono per e Orvieto Cinema Fest. Quattro date al Ridotto: 29 gennaio, 26 febbraio, 9 aprile e 7 maggio, dedicate a drammaturgia contemporanea, relazioni e fragilità.
Per le nuove generazioni il Teatro Ragazzi a cura di Ambaradan Teatro: “Voci Rosso Sangue” il 25 novembre e, a maggio, “1,2,3… L’amicizia che cos’è” e “La notte magica di Anna e Jennifer”.
Le voci della stagione
«È un piacere e un onore contribuire anche quest’anno alla vita culturale della città – afferma il direttore artistico Pino Strabioli – con un programma variegato che abbraccia il classico, il contemporaneo, la comicità e la riflessione. Siamo felicissimi di come siano andate le stagioni precedenti, sappiamo che confermarsi è sempre difficile ma ci auguriamo che anche questa programmazione venga accolta con lo stesso entusiasmo dal pubblico. Per noi il teatro deve essere un luogo capace di accogliere, di resistere attraverso la parola parlata e ascoltata alla velocità della tecnologia. L’omaggio che quest’anno facciamo ai 160 anni dal primo spettacolo racchiude proprio il significato di un teatro che resiste al tempo, alle mode e alle tecnologie. E la relazione umana, dal vivo, dell’attore e di chi lo ascolta non ha nemici e non teme il tempo».
«La Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto – dice il presidente Libero Mario Mari - rinnova il proprio sostegno all’attività del Teatro, confermando la cultura come uno dei pilastri della propria missione. Sostenere il teatro significa investire nella qualità dell’offerta culturale, nella coesione della comunità e nelle nuove generazioni. Il teatro rappresenta una straordinaria sintesi di arte e cultura: un luogo in cui le persone si incontrano, condividono emozioni e riflessioni e rafforzano il senso di comunità. Per questo il sostegno della Fondazione non vuole essere soltanto un contributo economico ma una scelta strategica e valoriale portata avanti con convinzione: investire nella città, nella sua crescita e nel suo futuro. Un ringraziamento particolare va al direttore artistico, che svolge il proprio incarico con competenza e passione, mettendo a disposizione della città professionalità, relazioni e impegno. Un lavoro che negli ultimi anni ha contribuito in modo significativo alla crescita e alla qualificazione della stagione teatrale. La Fondazione conferma così la propria volontà di collaborare con l’amministrazione comunale, la direzione, le associazioni e tutti i soggetti che animano la vita artistica della città, nella convinzione che la cultura sia un elemento essenziale per lo sviluppo della comunità».
«La storia della città è indissolubilmente legata a quella del suo teatro – afferma il sindaco Roberta Tardani – e il teatro racconta la storia della città, come abbiamo visto lo scorso anno con la celebrazione della figura di Aldobrando Netti. Una storia prestigiosa che nel corso di questi ultimi anni abbiamo onorato non solo con una proposta artistica di grande qualità, che grazie alla competenza di Pino Strabioli ha incontrato ogni anno di più il favore del pubblico, ma anche con scelte politico-amministrative precise e coraggiose. A partire dalla forma di gestione sulla quale siamo stati chiamati a interrogarci subito dopo le vicende della TeMa. Riprendere in mano la gestione diretta del teatro, nella convinzione che la cultura non possa prescindere da un sostegno pubblico, ha assicurato una solida sostenibilità economica ma ha anche garantito e tutelato l’autonomia che ha sempre contraddistinto il nostro teatro e con essa una precisa missione e identità. Lo ribadisco perché leggo e sento ancora di proposte di affidare altrove la gestione inserendola in altri circuiti. Anche oggi, con la nuova bellissima stagione, sentiamo di aver celebrato la storia della nostra città e di quel teatro voluto e realizzato dagli orvietani più di 160 anni fa con una stagione che non solo porta a Orvieto grandi nomi e opere ma accoglie tante produzioni e realtà artistiche e culturali del territorio. Se allora furono gli orvietani a costruire il loro teatro, oggi sono ancora gli orvietani a contribuire a costruirne la stagione, mettendo insieme professionalità, talenti, esperienze e creatività. È questo il senso più autentico del nostro “Nuovo Teatro”: custodire una storia straordinaria continuando a farla vivere e crescere attraverso la città e la sua comunità».
Perché conta per l’Umbria
La stagione del Mancinelli è un volano culturale e sociale per Orvieto e per l’Umbria. La rete tra istituzioni, associazioni e artisti locali rafforza filiere di competenze, coinvolge nuove generazioni, promuove inclusione e accessibilità con prezzi calmierati e progetti educativi. La scelta di valorizzare produzioni del territorio e di affiancare grandi interpreti nazionali consolida un modello replicabile che integra attrattività, formazione e comunità.
Prospettive
La ricorrenza dei 160 anni non è solo celebrazione. È l’occasione per consolidare una programmazione sostenibile, ampliare le collaborazioni con scuole, associazioni e realtà creative umbre e portare la cultura anche fuori dal teatro, come dimostra il progetto in Biblioteca “Luigi Fumi”. Un brindisi con Orvieto Doc ha chiuso la presentazione e ha rimesso al centro un’alleanza tra cultura e territorio che guarda al futuro con concretezza.
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