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Comune nega lo scuolabus e poi fa marcia indietro

Una donna colpita da due tumori si è vista rifiutare lo scuolabus per i figli dal Comune di Terni. Dopo l'appello di Aiutiamoli a Vivere arriva l'ok

Comune nega lo scuolabus e poi fa marcia indietro

Sono passate solo poche ore dall’appello che il Presidente della Fondazione Aiutiamoli a Vivere, Fabrizio Pacifici ha fatto tramite social e subito il Comune di Terni si è ha attivato. Una donna di 40 anni, colpita da due tumori, sola con quattro figli, di cui due minori si è rivolta alla Fondazione perché il Comune gli ha negato un servizio che qualsiasi città mette a disposizione: il trasporto scolastico per i bambini.

Fondazione: “Noi ultima spiaggia”

“Si è rivolta a noi come ultima spiaggia. Ho segnalato al sindaco la questione perché non si capiscono i motivi per cui non sia stato concesso il trasporto scolastico a un nucleo familiare che sta soffrendo e in cui la situazione è degenerata. La donna ha dovuto spostare i figli da una scuola all’altra. Non sa come ovviare alla situazione, non avendo le risorse per farlo in maniera autonoma” sostiene Pacifici nel video social. La donna non lavorando a causa delle cure oncologiche recepisce il reddito di cittadinanza.

La Fondazione si è adoperata per superare le questioni amministrative e i costi che rientrano nel servizio scolastico generale. “Auspico che ci sia il buonsenso e faccia ricredere chi di dovere per un intervento così importante” diceva il Presidente due giorni fa.

Da lunedì scuolabus attivo

Poco dopo il Comune ha fatto sapere alla Fondazione di aver risolto il problema. “Sono stato avvisato dal Consigliere Mirko Prosciuttini che si è attivato per risolvere il problema con la CMT. A seguire mi ha telefonato ringraziando la Fondazione Aiutiamoli a Vivere per essersi attivata immediatamente, dicendomi che da lunedì il servizio del trasporto scolastico lo farà la CMT” sottolinea Pacifici.

“Noi avevamo già messo a disposizione il trasporto scolastico da parte dei nostri volontari” dice il Presidente, nel caso in cui non fosse intervenuto il Comune. “Non voglio fare polemiche politiche ma una segnalazione sì”.

Resta il fatto che una donna che chiede aiuto per dei servizi essenziali debba rivolgersi a una Fondazione per risolvere un problema che un Comune, come quello di Terni di 100 mila abitanti, ha contribuito a creare.