Dalla cronaca umbra alle notizie da Parigi da cui hanno attinto collega di varie testate che hanno utilizzato i suoi lanci ANSA.
Il giornalismo umbro piange Fausto Belia, morto a perugia all’età di 75 anni.
Aveva iniziato la sua carriera a Radio Perugia Uno, di cui è stato anche direttore. Poi è passato a Umbria TV.
Per lui anche un incarico nell’ufficio stampa della Giunta regionale dell’Umbria.
Ma l’amore per la cronaca lo aveva portato all’ANSA, di cui dal 1988 è stato caposervizio e responsabile della sede di Perugia.
Poi, dal 2004 e fino al 2009, ha guidato la sede dell'Ansa a Parigi.
Il cordoglio dei colleghi e delle istituzioni
L’Ordine dei giornalisti dell’Umbria ricorda Fausto Belia, “la sua grande passione per il giornalismo, il garbo, la disponibilità verso i colleghi e lo stile con cui ha sempre svolto il suo lavoro”.
Fausto Belia è stato esempio e fonte di ispirazione per generazioni di giornalisti. Cordoglio alla famiglia e ai colleghi è stato espresso anche dall’amministrazione comunale di Perugia e dall’ufficio stampa.
Il ricordo del Sacro Convento di Assisi
Appresa la notizia della scomparsa del giornalista Fausto Belia, la Sala Stampa del Sacro Convento e la redazione del mensile San Francesco patrono d’Italia lo hanno ricordato con un ricordo per il rapporto di collaborazione e supporto instaurato negli anni:
“Ci sono persone che, nel corso della propria vita professionale, lasciano un segno che va oltre il lavoro svolto e gli incarichi ricoperti. Fausto Belia è stato una di queste. Per molti anni corrispondente dell'ANSA da Parigi, ha vissuto il giornalismo con una professionalità straordinaria, costruita attraverso esperienza, rigore e una profonda conoscenza del mestiere. Ma ciò che oggi ricordiamo con particolare gratitudine è anche la generosità con cui ha saputo mettere tutto questo patrimonio a disposizione degli altri.
Fausto ha contribuito in maniera importante alla crescita dell’ufficio stampa del Sacro Convento e della redazione di San Francesco Patrono d'Italia. Per noi, che allora eravamo giovani giornalisti, è stato molto più di un collaboratore prezioso: è stato un punto di riferimento, un insegnante capace di accompagnare senza mai imporsi, di consigliare senza mai far pesare la propria autorevolezza. La sua lunga carriera avrebbe potuto renderlo distante. Invece Fausto sapeva esserci. Offriva la sua esperienza, suggeriva una prospettiva, aiutava a trovare le parole giuste e, soprattutto, insegnava attraverso il proprio modo di lavorare. Con quella discrezione che appartiene alle persone davvero competenti. Nel tempo, molti di noi hanno imparato qualcosa da lui: l'attenzione ai fatti, il rispetto per il lettore, la serietà del lavoro giornalistico. Ma forse abbiamo imparato anche qualcosa di più difficile da insegnare: che la professionalità acquista il suo significato più autentico quando diventa un dono condiviso.
Oggi che Fausto non c'è più, resta il ricordo di un collega e di un maestro. Resta la gratitudine per tutto ciò che ha fatto e per ciò che ha rappresentato nella storia della nostra redazione. E resta, soprattutto, la consapevolezza che alcune persone continuano a vivere nel lavoro e nelle parole di coloro che hanno aiutato a crescere.
Lo affidiamo a san Francesco d'Assisi, al quale Fausto ha dedicato parte del suo impegno e del suo lavoro. Chiediamo al Santo di Assisi di accoglierlo nella pace e di accompagnarlo verso la luce del Signore. A noi resta il compito di custodire con gratitudine la memoria di un uomo che ha saputo fare del proprio mestiere un servizio e della propria esperienza un dono per gli altri.
Alla sua famiglia, la vicinanza sincera e la preghiera della Sala Stampa e della redazione di San Francesco Patrono d'Italia”.
Sabato i funerali
I funerali si terranno sabato alle ore 11 nel cimitero di Bastia Umbra.