Ricerca nel Sito

In un anno un milione di persone per San Carlo Acutis: ad Assisi la messa a un anno dalla canonizzazione

Celebrazione ad Assisi per San Carlo Acutis: un milione di visitatori. Visita il sito per saperne di più

In un anno un milione di persone per San Carlo Acutis: ad Assisi la messa a un anno dalla canonizzazione

La città ha festeggiato lunedì il primo anno della canonizzazione di Carlo Acutis, il cui corpo è sepolto nella chiesa di Santa Maria Maggiore - Santuario della Spogliazione, visitato da quasi 1 milione 200mila persone nell’ultimo anno.

A presiedere la celebrazione è stato il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo emerito della diocesi di Perugia – Città della Pieve: “La breve vita di Carlo è stata un inno di lode, si è spento rallegrandosi di non aver sprecato mai il tempo: Carlo santo per la Chiesa rimane per noi un segno che ha voluto inviarci per avere speranza nel futuro, nei giovani e nel loro cuore aperto alla fede”, un passaggio dell’omelia.

“Qui ad Assisi - ha detto tra l’altro Bassetti - abbiamo due eccelse figure di santi che ci ricordano la possibilità di un cambiamento interiore, Francesco e Chiara, la cui spiritualità e santità ancora meravigliano il mondo: erano giovani e immersi in cose vane, ma poi hanno sentito l’invito a cambiare vita e sono diventati due giganti della fede. Francesco e Carlo sono vissuti in tempi diversi ma entrambi hanno capito che beni e allettamenti del mondo sono spazzatura a confronto della bellezza della vita in Cristo. Papa Francesco lo ha citato nel documento finale del sinodo dei giovani, additandolo come modello per le nuove generazioni per il suo rapporto sano con le nuove tecnologie: c’è bisogno oggi di giovani che, come Carlo, sono capaci di testimonianza per affrontare la nuova evangelizzazione. Dio sta preparando una nuova primavera del vangelo e Carlo è una delle rondini significative di questa primavera: San Carlo - l’appello finale di Bassetti - continua a portarla con i tuoi esempi, la tua preghiera e la tua intercessione questa primavera tra i giovani e tra noi perché ne abbiamo tanto bisogno”.