Il carcere di Terni e quello di Spoleto non avranno più il regime di 41-bis grazie all'operazione “Iride” del 5 e 6 settembre appeni trascorsi che ha consentito di trasferire in condizioni di massima sicurezza 88 detenuti in Sardegna. Come spiegato dalla presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo sono stati impiegati 207 agenti tra Gom, Gio e reparti territoriali, 65 veicoli di servizio articolati in 8 convogli terrestri, 7 ambulanze, 10 voli militari, 2 aerei della Guardia di Finanza e 2 droni per il monitoraggio dall'alto. L’operazione si inserisce nell’attuazione della legge 15 luglio 2009, n. 94 con il governo Berlusconi. In uno degli articoli si legge infatti: “I detenuti sottoposti al regime speciale di detenzione devono essere ristretti all'interno di istituti a loro esclusivamente dedicati, collocati preferibilmente in aree insulari".
88 detenuti trasferiti a Cagliari
Viterbo (41), Milano (9), Roma (4), L’Aquila (7), Spoleto (6) e Terni (21) questi i numeri relativi alla maxioperazione del Governo:"Il trasferimento di 88 detenuti sottoposti al regime speciale del 41 bis presso l'apposita sezione del carcere di Uta, appositamente ristrutturata per renderla adeguata ad ospitare detenuti di elevata pericolosità e affidata alla vigilanza del Reparto Operativo Mobile di Cagliari, dimostra lo straordinario impegno e l'incredibile professionalità della Polizia Penitenziaria" - Sono le parole del sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni, il quale spiega che "la delicatissima operazione, svoltasi in totale sicurezza e condotta e coordinata dal Gruppo Operativo Mobile, ha interessato 9 istituti penitenziari, con strategiche movimentazioni di detenuti condannati per mafia e mirate attività di perquisizione straordinaria di intere sezioni 41 bis presso le strutture di Parma, Roma e Nuoro".
Terni non avrà più il 41-bis
"Questa seconda fase operativa del progetto di riorganizzazione del regime speciale - afferma - consente di recuperare importanti spazi detentivi attraverso l'intera chiusura delle sezioni 41 bis di Viterbo e di Terni. Sono state coinvolte oltre 220 unità di Polizia penitenziaria, in forza ai Reparti territoriali e alle articolazioni specializzate del Corpo, vettori aerei della Guardia di finanza e diversi contingenti della Polizia di Stato e dell'Arma dei Carabinieri".
Balboni aggiunge poi che "Il 41 bis è il principale strumento di contrasto alla mafia e l'ultimo baluardo della sicurezza nazionale. Il nostro ordinamento e la nostra Polizia penitenziaria sono d'esempio per numerosi Stati esteri che studiano l'Italia nella lotta alla criminalità organizzata".
La Camera Penale di Cagliari
In Sardegna, intanto, si polemizza con la decisione del Governo, anche in considerazione delle parole della Camera Penale di Cagliari che aveva già sottolineato il rischio collasso della struttura di Uta: "Al 31 agosto ospitava 748 detenuti nei circuiti di media e alta sicurezza, a fronte di 561 posti disponibili. A questi si aggiungono 80 detenuti sottoposti al 41 bis, 40 dei quali sono già arrivati". Una volta completati i trasferimenti, la popolazione dell'istituto potrà raggiungere 828 persone. Il nuovo reparto non è un corpo separato dal resto del carcere. Le esigenze di altre 80 persone detenute inevitabilmente incideranno sui servizi e sulle risorse di una struttura già fortemente sovraccarica".
Operazione Iride
"L'operazione 'Iride', condotta il 5 e 6 settembre dalla direzione generale delle specialità della Polizia Penitenziaria, si è conclusa brillantemente con il trasferimento di 88 detenuti in regime di 41-bis presso la casa circondariale di Cagliari Uta" - ha specificato la presidente della commissione parlamentare antimafia, Chiara Colosimo: "L'operazione conferma la validità del piano di riorganizzazione carceraria promosso dal governo. Il percorso - conclude - risponde altresì a un'esigenza da tempo sollecitata dalle Commissioni parlamentare antimafia: superare la promiscuità tra i diversi circuiti detentivi e creare poli dedicati esclusivamente al 41-bis, fondamentale garanzia per azzerare la capacità di comando dei vertici mafiosi. Il risultato finale dimostra l'alta professionalità della Polizia Penitenziaria e la costante attenzione dello Stato nella gestione della sicurezza penitenziaria".