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A Nello Scavo il Premio “Lupo di Gubbio”: l'umanità oltre le guerre e le frontiere

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Il giornalista di Avvenire Nello Scavo vince il Premio Lupo di Gubbio 2026 per il suo racconto di guerre e di migrazioni con grande umanità e dignità.

A Nello Scavo il Premio “Lupo di Gubbio”: l'umanità oltre le guerre e le frontiere

È stato assegnato a Nello Scavo, inviato speciale di Avvenire, il Premio “Lupo di Gubbio” per la riconciliazione 2026. Il riconoscimento gli è stato consegnato al termine dell’incontro “Le parole che disarmano. Contro i muri, per costruire riconciliazione”, ospitato nel Chiostro della Pace del convento di San Francesco.

La serata ha concluso la diciottesima edizione del Sentiero di Francesco, il pellegrinaggio che ha accompagnato centinaia di partecipanti da Assisi a Gubbio, attraversando Valfabbrica e San Pietro in Vigneto. Un cammino particolarmente significativo nell’anno dell’ottavo centenario della morte di san Francesco.

Il premio è andato a Scavo per un giornalismo capace di raccontare guerre, persecuzioni, migrazioni e violazioni dei diritti senza trasformare il dolore in spettacolo. Nella motivazione viene definito un «giornalista che ha scelto di attraversare guerre, frontiere e migrazioni cercando, prima di tutto, le persone».

Inviato speciale di Avvenire, Scavo ha seguito conflitti e crisi umanitarie in Medio Oriente, Africa, Ucraina, America centrale e meridionale. Le sue inchieste hanno affrontato mafie, terrorismo, tratta di esseri umani, migrazioni e violazioni dei diritti fondamentali, contribuendo anche ad attività della giustizia internazionale sulla Libia e sull’Ucraina.

Un lavoro che, anche nei contesti più drammatici, cerca di restituire voce e dignità alle vittime, evitando di ridurle a numeri o di trasformare l’altro in un nemico.

“Le parole possono costruire ponti o muri”

L’incontro, promosso dalla Diocesi di Gubbio insieme all’associazione Articolo 21 e al Comitato “Francesco a Gubbio”, ha preso le mosse dal Manifesto di Assisi contro i muri mediatici e dalla Carta di Assisi “Le parole non sono pietre”.

Sul palco, coordinati da Daniele Morini, si sono confrontati Giuseppe Giulietti, coordinatore nazionale di Articolo 21, Flavio Lotti, presidente della Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace, e lo stesso Scavo, che ricopre anche la presidenza dell’Associazione Carta di Roma.

Alla riflessione hanno contribuito in collegamento video padre Enzo Fortunato, francescano conventuale, giornalista e comunicatore, e Iside Castagnola, garante per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza di Roma Capitale. A introdurre l’incontro è stato il sindaco di Gubbio Vittorio Fiorucci.

Il confronto ha attraversato i temi dell’educazione alla pace, della narrazione delle migrazioni, della condizione dei bambini nei teatri di guerra e del rischio che l’informazione diventi parte della propaganda. Da qui l’invito a un giornalismo che sappia raccontare i conflitti senza cancellare l’umanità di chi vi è coinvolto.

Il significato del “Lupo di Gubbio”

A consegnare il premio è stato il vescovo di Gubbio e Città di Castello, monsignor Luciano Paolucci Bedini. Il presule ha richiamato il significato contemporaneo dell’incontro tra san Francesco e il lupo: non la negazione del conflitto o del male, ma il coraggio di avvicinarsi all’altro e cercare un patto nuovo.

Nato da un’intuizione del vescovo emerito Mario Ceccobelli, il “Lupo di Gubbio” viene attribuito a persone o realtà impegnate nella costruzione della pace, del dialogo e della fraternità. Il riconoscimento è diventato negli anni uno degli appuntamenti conclusivi del Sentiero di Francesco.

Il simbolo scelto è uno dei più profondamente legati alla città eugubina. Nella tradizione francescana, Francesco non elimina il lupo e non lo allontana dalla comunità: gli va incontro, ascolta la paura degli abitanti e costruisce una convivenza possibile.

La conclusione del pellegrinaggio

Prima dell’incontro, i pellegrini avevano raggiunto la chiesetta di Santa Maria della Vittorina, considerata la “Porziuncola eugubina” e identificata dalla tradizione come il luogo dell’incontro tra Francesco e il lupo.

Ad accoglierli sono stati il vescovo Paolucci Bedini e l’assessore comunale alla Cultura Paola Salciarini, insieme alle Sorelle del Piccolo Testamento di san Francesco. Nella chiesa di San Francesco è stata poi celebrata la messa conclusiva del pellegrinaggio.

Credit immagini - Diocesi di Gubbio