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Corsa Vaporetti, Fabrizio Luchetti abbandona “sono stanco”

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Dopo 10 anni alla guida della Corsa più pazza del mondo, Fabrizio Luchetti conferma le dimissioni che presenterà al Comitato: "chi ci aiuta e chi osteggia"

Corsa Vaporetti, Fabrizio Luchetti abbandona “sono stanco”

La voce circolava in città già qualche giorno, ora, con una intervista a Tuttoggi è ufficiale: Fabrizio Luchetti, presidente della Corsa dei Vaporetti, la corsa più pazza del mondo, quella capace di richiamare persino i turisti in transito nella città del Festival, di finire anche in un episodio di Don Matteo, di aver varcato i confini del continente per la spettacolarità della gara, domani sera ufficializzerà le sue dimissioni al board del Comitato. E non potrebbe essere il solo.

Luchetti ha accettato così l’incontro in cui ripercorre i 10 anni di presidenza (festeggiati con l’ultima edizione del 2026) e i tanti ancor prima passati a sostenere la kermesse, nata ben 78 anni fa – ma le edizioni realizzate sono state 60 -per merito di un gruppo di ragazzi che, al cessare della Seconda Guerra Mondiale, costruivano piccoli carretti di legno su cuscinetti a sfera su cui sfrecciare per le vie dell’acropoli, imitando la storica corriera a vapore (la "vaporiera") che collegava Spoleto a Norcia.

Presidente Luchetti, quindi domani è il giorno dell’addio al vertice?

Si sono stato presidente per 10 anni, prima ancora ho ricoperto ruoli organizzativi fondamentali, è arrivato il momento di staccarmi. In questi anni la Corsa, a parte le interruzioni dovute al covid, ha avuto uno sviluppo che non mi sarei mai aspettato e questo grazie al supporto di settori della città e soprattutto di chi, a titolo totalmente gratuito, ha prestato la propria opera e le proprie capacità. Nel 2026 abbiamo raggiunto traguardi ancor più elevati, come dimostrano le statistiche dei social e, essendo la 60° edizione, abbiamo anche realizzato una pubblicazione che riassume la storia della manifestazione e il suo scorrere nel tempo attraverso generazioni, boom e crisi economiche e modifiche territoriali e di costume.

Come è evoluta la Corsa e quali sono i principali problemi da affrontare?

Nell’ultimo decennio si è evoluta ma anche la complessità è aumentata. Le norme di sicurezza sono sempre più stringenti e ci costringono a spendere moltissimo per mantenere la Corsa all’interno della città.

La crisi economica in cui versa il nostro territorio poi fa sì che coloro che ci aiutano non siano più sufficienti a colmare l’aumentare inevitabile dei costi. C’è una parte di imprenditoria e popolazione fortemente al nostro fianco, sia economicamente, sia tecnicamente; un’altra parte ci ignora, una terza ci osteggia. Le stesse associazioni di categoria non danno il minimo sostegno, anzi, salvo poi ringraziarci per aver vivacizzato la città per giorni e con migliaia di persone.

E le istituzioni?

La Fondazione CARISPO è stata sempre vicina; da parte nostra, comprendendo che non si possono sempre finanziare le stesse iniziatve, ci siamo limitati nel tempo a presentare le richieste. Per questa ultima, la 60ma, ha contribuito in maniera determinante con 10mila euro. Le istituzioni fanno chiaramente quello che possono; a nostro avviso il Comune di Spoleto dovrebbe evitare contributi a pioggia su piccole manifestazioni per dedicare i fondi che ha a disposizione alle manifestazioni più popolari e che hanno un maggior riscontro di pubblico. Alla Regione abbiamo richiesto un contributo ad oggi senza riscontro; dal Consiglio regionale è arrivato un modesta ma benvenuta elargizione di 1.000 euro.  

Non farò i nomi dei privati che ci sono vicini e di quelli che invece ci ignorano; dico solo che abbiamo circa un centinaio di sponsor e quindi che, a parte qualche grande impresa, è il tessuto economico di base che aiuta la Corsa dei Vaporetti.

Dunque queste le motivazioni alla base delle dimissioni?

Ve ne son anche altre, non mi nascondo, l’età non mi permette più di sostenere lo stress che deriva da aver un ruolo primario nell’organizzazione della Corsa; credo che ormai l’Associazione debba strutturarsi con un numero maggiore di persone, più giovani e con più voglia ed interesse a sviluppare la Corsa ed a continuare a farla crescere. Il numero di quelli che all’interno dell’Associazione prestano la loro opera gratuitamente e con continuità è scemato negli anni e non c’è stato un ricambio. Negli ultimissimi tempi mi sembra che ci siano alcuni giovani intenzionati a proseguire e migliorare la gestione e l’organizzazione e quindi ben venga un ricambio forte ed incisivo.

Qualcosa però deve cambiare anche nei rapporti con coloro che gravitano intorno alla manifestazione. Non è più possibile che chi è coinvolto, a qualunque titolo, si senta in diritto di intervenire sulle scelte organizzative e sulle decisioni di gara a volte con modi non proprio civili. Se vogliamo che la Corsa sia sempre più professionale e organizzata, dobbiamo essere tutti più professionali, non solo l’organizzazione.

Un addio amaro, insomma

Per le energie fisiche e non solo che ho impegnato in questi anni in favore della Corsa, avrei potuto fare qualcosa di meglio per me e di diverso, ma tant’è! Lo dovevo e sentivo verso chi ha fatto ripartire la Corsa, in primis l’Avis ma anche mio fratello Mauro, ma anche a chi era al comando negli anni precedenti e non poteva tenere a bada tutti, soprattutto coloro che dalla Corsa traevano benefici economici.

Si mi dimetto un po’ amareggiato, forse non sarò l’unico in questa decisione, perché ritengo che questa manifestazione sia l’unica ad avere una sua spoletinità precipua e lo dice uno che è nato a Corso Garibaldi 47 e non in ospedale. Ma forse è proprio la spoletinità che porta a questi problemi di gestione e di rapporti, o forse questo mondo social falso e senza rapporti umani che tutti incrementiamo.

Lascio però con la certezza che quanto fatto possa contribuire a far conoscere la Corsa nel mondo reale e in quello social: nelle due settimane di giugno scorso abbiamo registrato, solo sul nostro canale Fb, 406mila visualizzazioni, il post delle ‘vaporette’ ne ha fatti più di 30mila, per oltre 510 ore di visualizzazione. Su quello Instagram le visualizzazioni hano superato il milione, 1.040.000 per la precisione. Lascio anche con la soddisfazione di aver trovato una definizione che mi si adatta abbastanza tra le varie boomer, millennial, generazione X, Generazione Z , ecc.. io sono un Perennial.

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