Un ennesimo e pesante furto di rame si è consumato nella notte lungo la linea ferroviaria RFI in fase di ristrutturazione (ex FCU) nel tratto compreso tra Ponte San Giovanni e Terni. Il blitz dei ladri è avvenuto all'altezza di Papiano, dove sono stati asportati circa 1.000 metri di linea aerea in rame.
Si tratta soltanto dell'ultimo episodio di una lunga serie: dall'inizio del 2026 si contano infatti circa 10 furti analoghi sulla medesima tratta, per un totale di quasi 20 tonnellate di metallo sottratto. Un bottino il cui valore economico si aggira su cifre ingenti, considerando una quotazione dell'usato pari a circa 11 euro al chilogrammo.
A preoccupare maggiormente sono però i pesanti danni collaterali. Per strappare i cavi, i malviventi danneggiano in modo grave anche gli apparati connessi, provocando veri e propri atti di demolizione che rischiano di ritardare il cronoprogramma dei lavori affidati alle ditte appaltatrici e richiedono un continuo impiego di personale RFI per i ripristini.
Sulla vicenda è intervenuto con fermezza il segretario generale della FIT CISL Umbria, Fabio Ciancabilla: “I cantieri sguarniti di ogni tipo di vigilanza durante la notte sono un obiettivo troppo facile per i ladri specializzati. Serve un'immediata presa di posizione del Gruppo FS. Di fronte a questi numeri e all'entità dei danni, è palese la necessità di prevedere una vigilanza notturna dei cantieri”.
Il sindacato chiede quindi un piano di prevenzione urgente che eviti il ripetersi di simili episodi, suggerendo anche l'impiego di un presidio stabile di FS Security per proteggere un'infrastruttura strategica per la mobilità dell'intera regione.