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Antenne 5G in via dei Patrioti, Comune contesta installazione

Dopo la segnalazione del Comitato di residente sui nuovi lavori l'Ente umbertidese ha aperto il procedimento in autotutela. Avviato iter per annullare la Scia

Antenne 5G in via dei Patrioti, Comune contesta installazione

Si riaccende la polemica sull'impianto di telefonia mobile di via dei Patrioti. Il Comune di Umbertide ha avviato formalmente il procedimento per l'annullamento d'ufficio, in via di autotutela, della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività, atto amministrativo che consente di avviare lavori edilizi o impianti presentando una dichiarazione che attesti il rispetto dei requisiti di legge).

Tre nuove antenne

La richiesta, presentata lo scorso 25 giugno da Telecom Italia Spa/Fibercop, era finalizzata all'adeguamento della stazione radio base attraverso l'installazione di tre nuove antenne 5G.

La mobilitazione dei residenti e la nota del Comune

La decisione dell'Amministrazione comunale arriva a seguito della segnalazione inviata dal "Comitato per lo spostamento dell’antenna di via dei Patrioti", guidato da Alessandro Vestrelli. I residenti avevano notato - lo scorso 19 agosto - la presenza di tecnici al lavoro sul traliccio per il potenziamento delle frequenze, sollecitando immediati chiarimenti all'Ente umbertidese. La comunicazione ufficiale del Comune, protocollata il 21 agosto e indirizzata alla compagnia telefonica e ad ARPA Umbria, mette ora in discussione l'efficacia stessa dei lavori eseguiti.

I nodi legali e il regolamento edilizio

Alla base della contestazione firmata dal responsabile del VII Settore, l'ingegner Lorenzo Antoniucci, vi è il contrasto con l'articolo 74 del Regolamento edilizio comunale, che vieta l'installazione di impianti di telefonia sul terreno in questione. Una disciplina la cui legittimità è già stata confermata nei mesi scorsi sia dal Tar dell’Umbria che dal Consiglio di Stato. Inoltre, la delibera richiama la precedente sentenza TAR n. 582/2025 relativa ad un analogo ricorso promosso da Vodafone sul medesimo sito, fermato proprio dal diniego del Comune.

Cosa succede ora, le richieste del Comitato

Ora si apre la fase del contraddittorio: Telecom/Fibercop avrà dieci giorni di tempo per presentare memorie o osservazioni, trascorsi i quali la giunta adotterà il provvedimento definitivo.

Da parte sua, il Comitato esprime soddisfazione per l'intervento delle istituzioni ma mantiene alta la guardia, ricordando che “gli apparati risultano già installati sulla sommità della struttura”. I cittadini chiedono “massima trasparenza sui documenti tecnici, misurazioni reali dei campi elettromagnetici” — tema sensibile anche a fronte del recente innalzamento dei limiti nazionali da 6 a 15 V/m — e ribadiscono la richiesta fondamentale di “delocalizzare l'intero impianto lontano dalle abitazioni, dalle scuole e dall'ospedale cittadino”.