Due detenuti, rinchiusi nel carcere di Capanne, sono riusciti a forzare le sbarre delle rispettive celle, uscire nel reparto isolamento e devastarlo. A denunciare un fatto giudicato “gravissimo” è il SAPPE – Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, dopo quanto accaduto l’altra sera, intorno alle 21.
I due detenuti, ristretti nel Reparto isolamento, secondo quanto appunto comunicato dal sindacato avrebbero forzato le sbarre delle rispettive camere detentive, riuscendo a uscire dalle celle e a devastare il reparto. Uno, di nazionalità albanese, è sottoposto al regime di sorveglianza particolare previsto dall’articolo 14-bis dell’Ordinamento penitenziario ed era stato trasferito da meno di un mese da Ancona. L’altro, di origine siciliana, si trovava in isolamento dopo avere scontato una sanzione disciplinare. I due sarebbero stati intenzionati a raggiungere un altro detenuto per regolare precedenti contrasti. A fermarli è stato lo sbarramento della sezione.
Decisivo, ancora una volta, l’intervento della Polizia Penitenziaria in servizio, supportata da altro personale accorso dall’esterno, che ha bloccato i due detenuti e riportato la situazione sotto controllo.
“Il dato che deve far riflettere – sottolinea Donato Capece, segretario generale del SAPPE – è che la polizia penitenziaria è riuscita ancora una volta a evitare che una situazione potenzialmente gravissima degenerasse, ma non possiamo continuare a chiedere agli agenti di supplire con professionalità, coraggio e senso del dovere alle carenze strutturali e organizzative dell’Amministrazione. Se le sbarre possono essere forzate con questa facilità, se due detenuti possono uscire contemporaneamente dalle celle e devastare un reparto, siamo di fronte a una falla gravissima del sistema di sicurezza”.
Capece ricorda che il SAPPE da tempo denuncia le criticità dell’istituto perugino. “Il 2 giugno scorso - ricorda - un detenuto si è tolto la vita e denunciammo allora una situazione nella quale un solo agente era chiamato a controllare due sezioni aperte. Oggi ci troviamo nuovamente a commentare un episodio gravissimo. Non è accettabile che il personale venga lasciato solo a fronteggiare quotidianamente sovraffollamento, carenze di organico, criticità strutturali e detenuti sempre più difficili da gestire”.
“Da mesi chiediamo l’avvicendamento dei vertici dell’istituto – prosegue il segretario generale SAPPE – e oggi ribadiamo con ancora maggiore forza che la catena di comando di Capanne deve essere azzerata e ricostruita. Quando le criticità diventano sistemiche, quando il personale non si sente adeguatamente sostenuto e quando episodi come quello di ieri sera diventano possibili, è necessario interrogarsi sulle responsabilità organizzative e gestionali. Non basta prendere atto dell’ennesima emergenza: bisogna intervenire sulle cause”.
Il SAPPE chiede quindi un intervento immediato del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e del Ministro della Giustizia, con una verifica straordinaria della situazione di Perugia-Capanne.