La gestione dell'emergenza insetti e dei focolai larvali sul territorio comunale finisce di nuovo al centro del dibattito politico a Città di Castello.
A sollevare ufficialmente la questione con un'interrogazione indirizzata alla Giunta sono stati i rappresentanti della Lega, il segretario cittadino Giorgio Baglioni e il capogruppo consiliare Valerio Mancini, a seguito delle sempre più frequenti lamentele dei residenti per l'invasione di zanzare.
Un'iniziativa che si incrocia con quanto emerso durante le comunicazioni dell’ultimo Consiglio comunale, dove Emanuela Arcaleni di Castello Cambia aveva già riproposto con fermezza l'esigenza di pianificare campagne d'intervento ad hoc. Arcaleni ha infatti ricordato come la disinfestazione venga regolarmente effettuata da altri Comuni dell’Altotevere, anche di dimensioni notevolmente più ridotte rispetto a quello tifernate, al fine di garantire la vivibilità dei quartieri ed evitare criticità sanitarie.
A rendere il quadro ancora più delicato sono i recenti allarmi legati alla salute pubblica, come i ricoveri per casi di meningite causata dal virus Toscana - un arbovirus veicolato proprio dalla puntura dei pappataci – registrati proprio presso l'ospedale di Città di Castello. Episodi che, pur senza generare allarmismi ingiustificati, riaccendono i riflettori sulla necessità di monitorare e prevenire gli insetti ematofagi e i vettori d'infezioni.
Su questo aspetto fa leva la proposta dei rappresentanti della Lega. Mancini e Baglioni precisano di non caldeggiare una disinfestazione indistinta a pioggia - spesso ridotta o sospesa per tutelare l'ambiente e gli insetti impollinatori -, bensì un approccio moderno, mirato e programmato.
L'attenzione viene focalizzata sui focolai larvali presenti in pozzetti, tombini e caditoie, dove il ristagno d'acqua favorisce la riproduzione. Un piano di prevenzione larvicida e selettivo, da strutturare in stretto coordinamento con la USL Umbria 1, consentirebbe infatti di tutelare l'ecosistema senza penalizzare la qualità della vita e la sicurezza della cittadinanza.