Mentre Capitan Bandecchi continua a mostrare la sua vita di lussi e agi dal proprio yacht, esaltare il capitalismo e prendersela con tutti i suoi avversari politici, 4 consiglieri di Alternativa Popolare hanno certificato la crisi a Palazzo Spada con una ‘secessione’. Marina Severoni (capogruppo), Andrea Sterlini (vice capogruppo), Andrea Colasanti e Federica Mengaroni hanno infatti formato il nuovo gruppo “Con Bandecchi per Terni”. “I numerosi dossier di rilevante priorità per Terni - si legge nella nota dei 4 consiglieri dissidenti - sul piano sia locale sia regionale, impongono di garantire alla maggioranza un'azione coordinata, incisiva e trasparente, con adeguata rappresentatività nelle sedi istituzionali e nella comunicazione esterna, per rispondere con sempre maggiore efficacia e coerenza alla fiducia accordata dagli elettori”.
Capitan Bandecchi perde 4 consiglieri, secessione in AP
I consiglieri della secessione parlano di coordinamento, trasparenza, rappresentatività nelle sedi istituzionali e nella comunicazione esterna, mettendo a nudo i problemi che da sempre hanno caratterizzato il gruppo di maggioranza del sindaco Bandecchi che, anche dopo l’azzeramento della Giunta, deve fare i conti con un operato non proprio eccellente dei nuovi fedelissimi assessori.
“AP non esiste più”
Le dichiarazioni del neo capogruppo Marina Severoni sono chiare e non lasciano spazio a interpretazioni: “Insieme ai colleghi Sterlini, Colasanti e Mengaroni abbiamo fatto questa scelta con convinzione, anche sul presupposto delle parole del Sindaco, e cioè che Alternativa Popolare non esiste più a Terni, con il chiaro intendimento di dare un nuovo impulso all’amministrazione fedeli al progetto originario, al programma amministrativo per cui siamo stati eletti ed a supporto del sindaco Stefano Bandecchi”.
PD “Crisi politica”
“Quello che fino a ieri veniva raccontato come un progetto politico compatto oggi si sta sgretolando pezzo dopo pezzo - si legge in una nota del Pd - La nascita del nuovo gruppo consiliare ‘Con Bandecchi per Terni’, costituito da quattro consiglieri che abbandonano Alternativa Popolare, non può essere liquidata come un semplice riassetto interno. È l’ennesimo episodio di una crisi politica che ormai accompagna stabilmente l’amministrazione comunale. Negli ultimi mesi abbiamo assistito all’azzeramento della Giunta, ai successivi rimpasti, all’uscita di assessori, a dimissioni e cambi di casacca, fino all’abbandono della maggioranza da parte di esponenti che ne avevano ricoperto ruoli di primo piano. Ora altri quattro consiglieri lasciano Alternativa Popolare e costituiscono un gruppo autonomo. E tutto questo avviene dopo che lo stesso sindaco Stefano Bandecchi, secondo quanto dichiarato dai consiglieri che hanno dato vita al nuovo gruppo, avrebbe affermato che ‘Alternativa Popolare non esiste più a Terni’. A questo punto una domanda è inevitabile: chi rappresenta politicamente questa maggioranza e su quale progetto si regge ancora? Non basta cambiare nomi ai gruppi consiliari per cancellare una crisi politica. Non basta sostenere che tutti continuano ad appoggiare il sindaco per far finta che nulla sia accaduto. Una maggioranza nata presentandosi come granitica ha perso nel tempo pezzi, protagonisti e riferimenti politici”.
FdI “A noi interessa Terni”
“A diciotto mesi dalla conclusione della consiliatura Terni non ha bisogno di un nuovo capitolo delle beghe interne ai partiti e tanto meno di interventi esterni, ha bisogno di capire cosa si intende fare sui grandi problemi ancora aperti - è quanto scrive FdI - Nuovo ospedale. Teatro Verdi. Sviluppo economico e industriale. Centro cittadino. Turismo. Università. Infrastrutture. Ambiente e adattamento climatico. Sicurezza. Futuro delle grandi opere.
È su questi temi che si misura l’utilità della politica. Non abbiamo interesse a commentare la contabilità quotidiana di chi entra, chi esce e chi cambia gruppo”.
Forza Italia, De Angelis “AP sta implodendo”
“Non è una semplice riorganizzazione, ma la prova definitiva che la maggioranza sta implodendo sotto il peso delle proprie contraddizioni e delle promesse elettorali totalmente disattese - è il commento del segretario di Forza Italia Terni, Antonio De Angelis - È l’ennesima, disperata faida interna di un’amministrazione che ha perso la bussola. Mentre il sindaco cerca di mascherare l’emorragia con rimpasti di giunta, a pagare il prezzo di questo caos sono i ternani. La verità è che Terni è ostaggio di un sindaco part-time, distratto dalle proprie ambizioni personali, che lascia la città in balia di costanti regolamenti di conti. Il risultato è la paralisi amministrativa: mentre a Palazzo Spada si mercanteggiano gli assessorati, i documenti strategici come il DUP mancano di visione, i dossier cruciali per la città restano al palo e non si trovano le soluzioni strutturali alle troppe emergenze che rimangono sul tavolo”.