Dal più nobile e candido Fantasma di Lucrezia Borgia al più popolare e bizzarro Beetlejuice, il fantasma pazzerello di Tim Burton, il passo è stato breve, giusto il tempo di una serata. Quella finale del Palio del Fantasma, kermesse da sempre organizzata dalla Pro Loco di Castel Ritaldi che si conclude appunto con la singolar tenzone tra i 5 rioni (o frazioni, Castel Ritaldi, Castel San Giovanni, Colle del Marchese, La Bruna e Mercatello) che si contendono l’ambito trofeo.
Lontano dai celebrati Palio di Siena e Giostra della Quintana ma non per questo meno sentito dalla popolazione che, nell’ultima serata, si ritrova nella suggestiva piazza di Santa Marina per assistere a li giochi che quest’anno hanno visto (e meritatamente) trionfare Castel San Giovanni, al termine di una gara in cui non sono mancati veri e propri colpi di scena. E anche qualche sgambetto.
Merito quindi al rione del Capo Rione Michele Ricciarelli - da sempre tra i più competitivi e vittoriosi – che inanella un altro successo e l’onore di detenere il Palio per un intero anno.
Purtroppo le polemiche del giorno dopo scatenate sui social, specie per mano dei soliti hater e capiscioni di turno, continuano a farla da padrone con tanto di presa di posizione nientetepopodimenoche del partito democratico che indubbiamente non ha molti altri argomenti per far sentire altrimenti la propria voce.
Non fosse che il Palio del Fantasma è da sempre lontano dalla politica, con la sola amministrazione comunale (nessuna esclusa) che dal 1984 ogni anno stanzia un modesto budget alla Pro Loco affinché organizzi gli eventi per tutto l’anno.
Che l’edizione del Palio di quest’anno sia stato un successo, dovuto all’infaticabile opera dei volontari del presidente angelo Gelmetti, lo dimostrano i numeri degli spettatori ai vari concerti e show (il più acclamato quello delle Pere Cotogne, seguite dal gruppo Savanah e da “Stupendo - Vasco Tribute”), giunti anche da fuori città, Spoleto e Foligno soprattutto.
Chiaro che se qualcosa non ha funzionato nella serata clou, la singolar tenzone tra le frazioni, questa ha avuto più risonanza di ciò che è filato liscio per due settimane. Un po’ come la storia dell’uomo che morde il cane.
Quella del 2026 però era una edizione spartiacque con gli organizzatori costretti a rivedere alcune regole, come quelle delle penalità per le “false partenze”.
Un passo indietro per capire come si partecipa. A Castel Ritaldi non ci sono fantini, tanto meno cavalli, né anelli da infilare. I rioni si schierano alla base delle antiche mura, avanti ci sono i corridori migliori in attesa che il Fantasma (la cui identità resta ignota) inizi la domanda: da questo momento il velocista deve raggiungere la parte opposta della piazza, chi prima arriva potrà dare la risposta che può fornirla tanto il corridore he il gruppo dei “Cervelloni”. Nel tempo strane alleanze tra rioni hanno portato ad attuare comportamenti non proprio leali, incluse le false partenze per avvantaggiare questo o quello. Così, quest’anno, sono state inserite alcune varianti e penalità.
Altro aspetto è che al Presidente Gelmetti è affidato il compito di selezionare una persona che dovrà stilare le domande (e le risposte) per il quiz, che solo all’ultimo momento saranno consegnate al Fantasma per la lettura. Nessuno quindi ha la possibilità di conoscere prima le domande.
Vuoi quindi una domanda mal posta e peggio la risposta del Fantasma scritta male, vuoi una lettura dei quesiti non proprio chiara, ed ecco che la serata è finita in caciara. Specie poi se, di fronte ai reclami, sono state prese decisioni ondivaghe che hanno ancor più acceso gli animi. Tanto che, richiamato anche dai propri beniamini, il gruppo di Castel Ritaldi ha deciso clamorosamente di abbandonare il campo dei giochi. In quel momento tutti i rioni erano fermi per almeno un turno, ad eccezione di Mercatello ( - 3 punti) e con Castel San Giovanni a - 1 punto. Mercatello quindi gioca la sua inaspettata, quanto preziosa chance: affronta in solitaria la corsa, lenta ovviamente, così da consentire al Fantasma di leggere la domanda per intero e dare ai propri Cervelloni tutto il tempo possibile per dare la risposta. Non c’è che lanciare il dado della fortuna: se uscisse il 3, Mercatello avrebbe vinto. La dea bendata però decide per il più modesto “1” (-2) e così la vittoria arride a Castel San Giovanni che porta in trionfo il proprio velocista, Jacopo Titta, già fautore della vittoria nel 2024, con tutto il gruppo di intellettuali, pardon Cervelloni. E’ il momento della consegna del Palio che Gelmetti, da organizzatore navigato e diplomatico di lungo corso, riesce a gestire senza troppi problemi.
Mentre la dinamica sindaca, cui a volte le difetta la comunicazione politica, specie con l’opposizione, consegnato il trofeo, preferisce abbandonare la piazza.
All’indomani però lo spazio sui social è tutto per polemiche e recriminazioni; i social si infuocano al punto che il Fantasma, tale Alessandro Gori (membro del Consiglio del Palio) esce allo scoperto con un post in cui, peccando di poca sportività e un cicino di umiltà, pur ammettendo la serata storta, scarica a massa le responsabilità su chi ha predisposto domande e risposte.
Con buona pace di Pierre De Coubertin e dei suoi motti olimpici.
➡️ Il programma del 36° Palio del Fantasma a Castel Ritaldi
Non manca che il comunicato dem, pieno di non svelati “buoni consigli” (alla De Andrè) da dare al Comitato del Palio, cui replica lo stesso Gelmetti con impeccabile signorilità e sottile sfida: “Ho più volte ribadito che è ben accetta ogni proposta, la Pro Loco è a disposizione di chiunque voglia dare un contributo fattivo per migliorare la manifestazione”.
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