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70 anni dalla tragedia di Marcinelle, Proietti: “La sicurezza sul lavoro è un diritto che non ammette compromessi”

La Presidente Stefania Proietti : "Trasformare il ricordo in responsabilità quotidiana. La sicurezza sul lavoro è un diritto che non ammette compromessi"

70 anni dalla tragedia di Marcinelle, Proietti: “La sicurezza sul lavoro è un diritto che non ammette compromessi”

A settant’anni dalla tragedia di Marcinelle, nella quale l’8 agosto 1956 persero la vita 262 minatori di dodici nazionalità, tra cui 136 lavoratori italiani, la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ricorda una delle pagine più dolorose della storia del lavoro e dell’emigrazione italiana.

Proietti: “Lavoro sia espressione di dignità, realizzazione e speranza”

La ricorrenza coincide con la 25ª Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, istituita nel 2001 proprio nella data della catastrofe del Bois du Cazier, la miniera di carbone del comune di Marcinelle per ricordare e rendere omaggio agli italiani caduti sul lavoro all’estero. “Dietro quei 136 italiani c’erano nomi, famiglie, speranze, sacrifici. C’erano uomini che, come milioni di nostri connazionali, avevano affrontato l’emigrazione portando con sé la dignità del lavoro, contribuendo con fatica, capacità e coraggio alla crescita dei Paesi che li avevano accolti e, nello stesso tempo, alla ricostruzione e allo sviluppo dell’Italia” ha ricordato la Presidente Proietti. “Marcinelle è il volto di uomini che avevano lasciato la propria terra e i propri affetti per lavorare e garantire un futuro migliore alle loro famiglie. Settant’anni dopo, il loro sacrificio continua a interrogare le nostre coscienze e ci richiama alla responsabilità di costruire una società nella quale il lavoro sia sempre espressione di dignità, realizzazione e speranza e mai causa di morte”. La presidente richiama quindi il legame tra la tragedia di Marcinelle e la Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo: “L’8 agosto ricordiamo i minatori del Bois du Cazier e tutti gli italiani che hanno perso la vita lavorando lontano dal proprio Paese. Rendiamo omaggio a generazioni di emigrati che con il proprio lavoro hanno contribuito allo sviluppo economico e sociale dell’Italia e delle nazioni che li hanno accolti. Una storia di sacrifici che appartiene profondamente alla nostra memoria nazionale e che ci impone oggi di contrastare ogni forma di sfruttamento e di difendere sempre la dignità della persona”.
Il modo più autentico per rendere omaggio alle vittime di Marcinelle – conclude Proietti – è trasformare il ricordo in responsabilità quotidiana. La sicurezza non può essere considerata un costo o un adempimento formale, è un diritto che non ammette compromessi. Fare in modo che nessuno perda la vita mentre lavora per costruire il proprio futuro e quello della propria famiglia deve essere un impegno irrinunciabile delle istituzioni e dell’intera comunità”.

Mattarella: “Identità collettiva del nostro Paese”

Un significato richiamato oggi anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nel suo messaggio per il settantesimo anniversario ha sottolineato come “le vittime di Marcinelle sono parte dell’identità collettiva del nostro Paese”, ricordando il contributo degli emigrati italiani al progresso dell’Italia e alla crescita delle comunità che li accolsero. Il Capo dello Stato ha inoltre ribadito che il diritto al lavoro e la tutela della sua sicurezza costituiscono un cardine della Costituzione e un principio fondante della casa europea.

Foto credit: Commemorazione del Presidente della Repubblica, sito ufficiale