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Musicista morto in hotel a Perugia, lunedì nuovo sopralluogo dei vigili del fuoco

L'autopsia conferma la presenza di monossido sul corpo del musicista Davide La Rosa. Uscita dalla terapia intensiva la compagna. Trovato secondo foro

Musicista morto in hotel a Perugia, lunedì nuovo sopralluogo dei vigili del fuoco

Torneranno lunedì all’hotel Fortuna di Perugia i vigili del fuoco che stanno svolgendo accertamenti dopo la morte del musicista catanese Davide La Rosa, avvenuta una settimana fa. L’uomo, che si trovava nel capoluogo umbro per esibirsi in un concerto e che era in una stanza d’albergo insieme alla sua compagna, la violoncellista Tao Huang, è rimasto ucciso dal monossido di carbonio. Intossicata anche la donna, che è stata ricoverata a Ravenna, dove solo nelle ultime ore è uscita dalla terapia intensiva.

Nel secondo sopralluogo effettuato ieri da pompieri e consulenti di parte, è emerso un secondo varco nella canna funaria, proprio dietro le pareti della stanza 305, che era occupata dai due musicisti. Un altro foro era stato rilevato lunedì nel primo accesso degli esperti nell’hotel sequestrato dalla Procura della Repubblica di Perugia che coordina le indagini.

Il sopralluogo e la scoperta

Il nuovo varco è stato individuato dietro lo split dell’aria condizionata della stanza 305. Secondo chi ha assistito alle operazioni, la distanza tra questo foro e quello rinvenuto lungo la canna fumaria sarebbe di circa dieci centimetri. Le pareti sono state parzialmente demolite per ricostruire il possibile tragitto del gas, che avrebbe avuto un percorso minimo tra la canna fumaria e la stanza.

Le prime valutazioni tecniche convergono su un punto: l’esiguità dello spazio tra la canna fumaria e l’ambiente interno potrebbe aver favorito l’ingresso del monossido. Resta da definire il ruolo dell’impianto di climatizzazione, acceso al momento dei fatti, che avrebbe potuto amplificare la diffusione del gas all’interno della camera.

Il percorso del gas e i primi riscontri

Dopo aver ipotizzato l’origine del monossido in prossimità della crepa sulla canna fumaria, gli accertamenti si stanno concentrando sulle condizioni dell’impianto. In una caldaia efficiente il monossido non dovrebbe formarsi. La sua presenza è tipica di combustioni con poco ossigeno o con tiraggio insufficiente. Per prevenire tali criticità servono manutenzioni periodiche e pulizia della canna fumaria.

Secondo quanto emerso, l’ultima certificazione dell’impianto dell’hotel, che non rilevava criticità, risalirebbe a luglio. Il quadro dovrà ora essere correlato con i rilievi strutturali nella stanza 305, con particolare attenzione alle aperture rinvenute e alla loro possibile correlazione con i percorsi del gas.

L’autopsia

Giovedì pomeriggio la dottoressa Anna Maria Verdelli, affiancata da Sergio Scalise Pantuso e Andrea Lazzarini per gli indagati Giorgio e Claudio Mencaroni, e da Mauro Bacci per la famiglia della vittima, ha avviato l’autopsia disposta dalla pm titolare dell’inchiesta, Anna Maria Greco. Dai primi esami sono arrivate conferme sulla presenza di una concentrazione molto elevata di monossido di carbonio nel sangue di Davide La Rosa.

Alla luce delle novità emerse, le indagini proseguono e non si esclude l’iscrizione di nuovi indagati, oltre ai titolari dell’hotel già iscritti come atto dovuto nel fascicolo per omicidio colposo e lesioni. Il fine è ricostruire in modo puntuale la dinamica, verificando la catena degli interventi tecnici eseguiti sull’impianto e sulle strutture serventi le camere.

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale.