Ricerca nel Sito

Cinque arresti per frode fiscale da 7 milioni di euro. DPI pericolosi e fatture false

Le imprese immettevano sul mercato partite di DPI non conformi agli standard di sicurezza europei tra cui tute protettive e scarpe antinfortunistica

Cinque arresti per frode fiscale da 7 milioni di euro. DPI pericolosi e fatture false

Il personale del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (N.A.S.) di Perugia e quello dell'Ufficio Antifrode Umbria dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), hanno eseguito un'ordinanza di applicazione di misure cautelari in carcere e ai domiciliari nei confronti di 5 persone, nonché a un decreto di sequestro preventivo di beni patrimoniali per un valore di circa 6,7 milioni di euro.

L’attività investigativa sinergica tra Carabinieri e Agenzia delle Dogane

Il provvedimento scaturisce da un’attività investigativa e un lavoro sinergico tra il Nucleo specialistico dei Carabinieri e l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha consentito di individuare una complessa struttura che operava già dal 2020 nel commercio dei dispositivi di protezione individuale specialmente per il lavoro nei cantieri. Le indagini, sviluppate attraverso l'incrocio di documentazioni doganali, verifiche fiscali e finanziarie, pedinamenti e attività tecnica, hanno permesso di accertare come il sodalizio avesse costituito e gestito un reticolo di ben 15 imprese, dislocate in ambito nazionale ed estero. Imprese in realtà prive di reale autonomia operativa, governate in modo unitario e promiscuo, condividendo dipendenti, conti correnti e parchi auto aziendali come un unico patrimanio indistinto, finalizzato a massimizzare illeciti profitti e a svuotare progressivamente i contenitori societari gravati da debiti erariali.

La custodia cautelare in carcere e ai domiciliari

L'ordine di custodia cautelare in carcere è stata eseguita nei confronti del promotore del sodalizio, un imprenditore locale, e di tre uomini, ritenuti co-amministratori di fatto e responsabili operativi dei flussi finanziari e della gestione delle merci. L'ordine cautelare ai domiciliari è stato invece eseguito nei confronti di una donna che cogestiva la contabilità e veniva utilizzata quale prestanome o amministratrice di società appositamente create per schermare le attività criminose. I reati sono associazione a delinquere, frode in commercio e vendita di prodotti con segni mendaci, falso in atto pubblico, autoriciclaggio, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Tute da lavoro e scarpe antinfortunistiche non conformi agli standard europei

Oggetto delle attività contestate era l'importazione e l'immissione sul mercato di ingenti partite di DPI non conformi agli standard di sicurezza europei come tute protettive, guanti da lavoro e scarpe antinfortunistiche, molti dei quali classificati di Categoria III, ovvero dispositivi salvavita realizzati per proteggere i lavoratori da rischi di morte o da lesioni gravissime, irreversibili e permanenti. Inoltre, l'organizzazione presentava alle Autorità doganali italiane ed europee certificazioni di conformità non autentiche.

Fatture per oltre 6 milioni di euro

Sotto il profilo fiscale, le indagini ipotizzano un meccanismo di frode IVA basato sull'indebito ricorso a regimi doganali speciali con sospensione d'imposta, supportata da dichiarazioni annuali ritenute non veritiere nonché l'emissione e l'utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti per un valore stimato di oltre 6,2 milioni di euro, con successivo trasferimento delle disponibilità finanziarie. I proventi sarebbero stati reimpiegati in attività economiche e patrimoniali. E’ stato anche disposto il sequestro preventivo, in forma diretta e per equivalente, di beni fino al raggiungimento della somma di 6,7 milioni di euro, corrispondente al profitto fiscale del reato ipotizzato. L'Ufficio Antifrode e i militari del Nas hanno sottoposto a vincolo i conti correnti bancari societari, le disponibilità finanziarie personali degli indagati e sequestrate 21 unità immobiliari civili, 2 capannoni industriali e l'intero quantitativo delle merci presenti in magazzino o in transito doganale.

I provvedimenti sono stati emessi nella fase delle indagini preliminari, nella quale, e fino a giudizio definitivo, vale la presunzione di non colpevolezza.