“Dopo anni di annunci, rinvii e soluzioni sul nuovo ospedale di Terni esiste finalmente un percorso concreto, documentato e trasparente”. A parlare così è l’assessore all’Edilizia sanitaria Francesco De Rebotti che risponde all’assessore comunale di Terni Sergio Anibaldi il quale sostiene di “smontare” il Docfap regionale.
“In realtà – prosegue De Rebotti - quelle dichiarazioni mettono in evidenza una differenza politica netta: per il Comune di Terni sembra esistere una sola soluzione, individuata in partenza. La Regione ha invece scelto di confrontare tutte le alternative realisticamente praticabili prima di assumere una decisione definitiva. La Regione non ha scelto definitivamente Sabbione e non ha escluso Colle Obito. La delibera di Giunta regionale del 31 luglio 2026 prende atto della valutazione tecnica ed esprime l’indirizzo di sottoporre al dibattito pubblico le tre alternative meglio classificate: Sabbione, Campitello e Colle Obito. La prima opzione rappresenta oggi l’ipotesi che, sulla base dei parametri tecnici adottati, presenta le migliori condizioni complessive. È una proposta da discutere, non un verdetto imposto alla città” continua De Rebotti.
8 alternative, una graduatoria e tre soluzioni aperte
Secondo l’assessore all’Edilizia sanitaria per la prima volta, Terni vede qualcosa di concreto con otto alternative prese in considerazione, una graduatoria tecnica e tre soluzioni aperte al confronto con una procedura chiaramente definita.
“Anche la ricostruzione secondo cui il Docfap sarebbe stato predisposto in uno o due giorni non corrisponde al percorso effettivamente svolto” sostiene De Rebotti in risposta alle accuse di Anibaldi. “Il documento è il risultato di un’attività avviata nel 2023, sviluppata attraverso successivi approfondimenti, integrata con lo studio delle possibili localizzazioni svolto nel 2025 e completata alla luce del quadro esigenziale 2026. Il quadro esigenziale non individua il luogo in cui costruire l’ospedale. Definisce i fabbisogni sanitari, organizzativi e prestazionali che ciascuna alternativa deve essere in grado di soddisfare. Utilizzare la data della sua formale approvazione per cancellare anni di istruttoria, analisi e valutazioni significa confondere volutamente il completamento del procedimento con il suo intero sviluppo”.
Differenza di metodo con il Comune di Terni
“La differenza di metodo è evidente. Il Comune – aggiunge De Rebotti - continua a sostenere una sola localizzazione, senza un confronto con le altre ipotesi e senza una valutazione comparativa complessiva di costi, tempi, vincoli, accessibilità, sostenibilità e possibilità di sviluppo. La Regione ha scelto il metodo opposto: valutare tutte le soluzioni praticabili, renderne pubblici vantaggi e criticità e coinvolgere la comunità ternana, affinché la decisione finale possa garantire la migliore soluzione per la città di Terni e per il suo territorio” continua.
“È inoltre singolare che, da una parte, si accusi la Regione di avere già deciso per Sabbione e, dall’altra, di non avere deciso nulla. Le due contestazioni si contraddicono. La verità è che la Regione ha assunto una decisione precisa sul metodo: costruire la scelta finale attraverso un’istruttoria tecnica completa e un dibattito pubblico effettivo” conclude.
Il Docfap troverà la definitiva approvazione all’esito del dibattito pubblico, confrontando le soluzioni e ascoltando la città. Poi si decide.