Una ricostruzione investigativa avviata dalla Polizia di Terni ad Amelia ha portato a delineare un presunto canale di approvvigionamento e cessione di sostanze stupefacenti nell’area amerina. L’attività trae origine dall’arresto in flagranza, a fine novembre, di un residente ad Amelia trovato con circa 6 chilogrammi di hashish suddivisi in panetti, ritenuti destinati allo spaccio.
L’indagine: origini e sviluppi
Dagli approfondimenti successivi è emerso il presunto destinatario dell’ingente quantitativo sequestrato: un giovane di Amelia. La ricostruzione condotta dalla Squadra Mobile ha delineato numerosi episodi di cessione nel territorio, restituendo un quadro organico del traffico locale ipotizzato dagli inquirenti.
L’azione della Polizia ha avuto un raggio operativo centrato sull’Amerino, con accertamenti incrociati e attività di riscontro. In questo contesto sono stati identificati diversi acquirenti, poi segnalati all’Autorità amministrativa quali assuntori, secondo le procedure previste dalla normativa vigente.
La misura cautelare disposta dal gip
Su richiesta della Procura della Repubblica di Terni, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Terni ha applicato all’indagato la misura dell’obbligo di dimora nel Comune di Roma, con obbligo di permanenza presso la propria abitazione nelle ore serali e notturne. Si tratta di un provvedimento che incide sulla libertà di movimento dell’interessato, finalizzato a prevenire contatti e condotte ritenute a rischio in questa fase.
Garanzie e stato del procedimento
Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari. Nei confronti della persona sottoposta a misura cautelare vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. Gli elementi raccolti finora sono oggetto di valutazione nelle sedi competenti.
Aggressione in Piazza Solferino
A Terni invece, la Polizia ha eseguito un’ordinanza di misura cautelare con la quale il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Terni, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di tre persone, nell’ambito delle indagini relative all’aggressione avvenuta nella notte tra il 26 e il 27 giugno scorso in Piazza Solferino.
L’attività investigativa svolta dalla Squadra Mobile con il coordinamento della Procura della Repubblica, ha ricostruito la vicenda che avrebbe visto i tre indagati agire congiuntamente ai danni di un giovane.
La dinamica dei fatti
Secondo quanto ricostruito, la vittima sarebbe stata dapprima minacciata e poi violentemente aggredita. Nel corso dell’azione sarebbero stati utilizzati armi da taglio, tra cui un grosso coltello tipo mannaia, nonché un bastone e altri oggetti, mentre contro il giovane sarebbero state lanciate anche alcune bottiglie.
La vittima, nel tentativo di difendersi, avrebbe riportato ferite lacero-contuse e penetranti e numerose ecchimosi, venendo trasportata al pronto soccorso, dove le è stata formulata una prognosi iniziale di 15 giorni. Nel corso dell’aggressione, approfittando anche delle condizioni in cui si trovava la persona offesa, uno degli indagati si sarebbe inoltre impossessato di 150 euro custoditi nella cover del telefono cellulare caduto a terra. La condotta è stata contestata ai tre, in concorso, quale rapina aggravata dall’azione di più persone riunite e dall’uso di armi.
Vengono inoltre contestate, a vario titolo, ipotesi di lesioni personali aggravate e porto ingiustificato di armi od oggetti atti ad offendere.
Il procedimento si trova nella fase del giudizio di primo grado e le responsabilità degli indagati dovranno essere accertate con sentenza definitiva. Gli stessi devono pertanto considerarsi presunti innocenti fino a condanna definitiva.
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