Una festa trasformata di fatto in una discoteca all'aperto senza le necessarie autorizzazioni di sicurezza. È quanto emerso dai controlli amministrativi svolti dalla Polizia di Stato di Perugia in occasione della nota manifestazione “Cantine Aperte” nei territori di Montefalco e Bevagna. L'operazione ha portato alla denuncia del titolare di una rinomata società agricola e all'elevazione di salate sanzioni pecuniarie.
Oltre 500 persone sotto il palco e musica ad alto volume
Le verifiche si sono concentrate su una cantina che, pur avendo la licenza per la sola somministrazione di cibo e bevande, aveva allestito un intrattenimento con le caratteristiche di un vero e proprio pubblico spettacolo.
Al momento del blitz, i poliziotti hanno contato la presenza di circa 500 persone - ben 300 in più rispetto ai limiti consentiti -, oltre a un palco di notevoli dimensioni equipaggiato con impianti audio professionali ad altissimo volume.
Il trucco della SCIA e l'assenza della Commissione di Vigilanza
Dall'esame dei documenti trasmessi dall'organizzatore è venuto a galla il meccanismo per eludere i controlli: nella Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) presentata al Comune, il titolare aveva dichiarato un'affluenza massima di soli 199 partecipanti. Questa dichiarazione sottosoglia gli ha permesso di sottrarre l'evento al vaglio preventivo della Commissione Comunale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo, obbligatoria invece per capienze superiori.
Per questo motivo, l'imprenditore è stato deferito all'Autorità Giudiziaria per violazione degli articoli 68 e 80 del TULPS (apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo).
Addetto alla sicurezza "abusivo": scatta la maxi multa
I controlli si sono estesi anche al personale addetto alla gestione dell'evento. Gli agenti hanno sorpreso un 60enne mentre svolgeva mansioni di vigilanza e sicurezza senza possedere le prescritte autorizzazioni. L'uomo, dopo un iniziale tentativo di dissimulare il proprio ruolo, ha ammesso di essere stato ingaggiato direttamente dal proprietario della struttura.
In base alle norme della Legge 94/2009 — che impone l'iscrizione all'apposito albo prefettizio per svolgere servizi di controllo nei locali —, sia al titolare della cantina sia al "buttafuori" abusivo è stata contestata una sanzione amministrativa di 3.300 euro.