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Maltrattamenti in famiglia e autolesionismo in carcere, polizia al pronto soccorso

Due uomini scortati al pronto soccorso di Spoleto dalla polizia: un'aggressione in casa ai familiari e un tentativo di autolesionismo per evitare rimpatrio

Maltrattamenti in famiglia e autolesionismo in carcere, polizia al pronto soccorso

Mattinata impegnativa quella di venerdì per il personale della polizia di Spoleto e per quella del pronto soccorso del San Matteo degli Infermi, per due differenti casi che hanno visto al centro altrettanti uomini.

Il primo episodio ha riguardato uno spoletino residente nel centro storico che avrebbe aggredito i genitori all’interno della loro abitazione. Sul posto sono quindi intervenuti gli agenti del commissariato di pubblica sicurezza per porre fine ai maltrattamenti in famiglia in corso, con l’uomo che avrebbe iniziato a brandire dei coltelli, in forte stato di agitazione. Una volta messo in sicurezza, è stato trasportato in ospedale per accertamenti sulle sue condizioni psicofisiche, scortato dalla polizia. Qui, però, avrebbe continuato a dare in escandescenze.

Poco dopo al pronto soccorso è arrivato anche un altro uomo, uno straniero, scortato anche lui dalla polizia. Secondo quanto ricostruito, era detenuto all’interno del carcere e doveva essere trasferito dagli agenti della Questura al Centro di permanenza e rimpatrio (Cpr) di Roma per essere rimpatriato nel suo paese d’origine. Quando però i poliziotti lo sono andati a prendere, hanno constatato che aveva tentato un gesto autolesionistico, ingerendo lamette e batterie presumibilmente con l’intento di evitare l’estradizione. E’ stato dunque soccorso e portato in ospedale, scortato appunto dalla polizia.